20 Aprile 2024
Words

UE concede deroga allo smog al nord Italia

Tutte le zone in cui i target ambientali sono più difficilmente raggiungibili per specifiche condizioni climatiche o orografiche potranno chiedere una deroga di 10 anni sugli obiettivi green. Dall’accordo provvisorio raggiunto dalle istituzioni europee sulla direttiva dell’aria arriva un assist alle Regioni del Bacino Padano, zona in cui le Alpi fanno da barriera favorendo la stagnazione degli inquinanti in assenza di ricircolo.
L’intesa dovrà essere suggellata dal Parlamento europeo e i Paesi membri dovranno poi adottarla ma “senza questa deroga che il governo italiano è riuscito a ottenere – esulta il capodelegazione di FdI a Bruxelles Carlo Fidanza – le conseguenze per le Regioni del bacino padano avrebbero portato alla desertificazione agricola e industriale”.
In Lombardia restano attive in nove province su 12 le misure di primo livello contro lo smog, mentre in Emilia-Romagna è tregua dalle precauzioni emergenziali “da bollino rosso” visto l’arrivo atteso di una perturbazione meteo che da domani potrebbe portare aria fredda e possibili piogge.
Anche l’Oms fa notare che l’inquinamento da polveri sottili è sceso in Italia negli ultimi anni, anche se aggiunge che ancora non basta. Le concentrazioni di Pm10 sono calate del 45% fra il 2013 e il 2022 ma nel 2022 il valore limite giornaliero della normativa nazionale è stato sforato nel 20% delle giornate. E così l’Italia è ancora lontana dal rispettare i limiti raccomandati dalla stessa organizzazione.
“Siamo di fronte a una questione nazionale e non si può pensare di potersela cavare con le sole limitazioni e di far ricadere tutto quanto su cittadini, famiglie, imprese” commenta il governatore dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini che chiede “un piano e investimenti nazionali straordinari” e un incontro urgente al ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin perché “non si risolve la situazione a pezzi, coi singoli territori che agiscono ognuno in solitudine”.
Lo stesso ministro individua nella decarbonizzazione “il fronte principale” su cui agire contro lo smog,  incentivando l’efficientamento energetico e dei veicoli e la modernizzazione del sistema agricolo: “Questo è un percorso che non si risolve con un provvedimento immediato – spiega – l’emergenza del giorno può essere combattuta con blocchi veicolari. Ma è un cerotto sul breve periodo”.
Dalla Lombardia il governatore Attilio Fontana sottolinea che la Regione “è sotto i parametri stabiliti” dall’Ue e che quindi “la nostra parte la stiamo facendo”. “Le nostre violazioni non sono sulle quantità immesse ma sul fatto che si superano i giorni di inquinamento determinati dallo stazionamento dell’aria – aggiunge – poi se si vuole fare polemica è un altro discorso.
Come Lombardia e Pianura Padana stiamo facendo un lavoro importante e i dati ci stanno dando ragione”.
Critiche, invece, le opposizioni, con il capogruppo del Pd Lombardo, Pierfrancesco Majorino, per cui “non è vero che la Lombardia sta facendo la sua parte”. Il M5s va oltre e chiede la convocazione di un Consiglio regionale straordinario per affrontare l’emergenza smog.
Intanto il direttore dell’unità di Pneumologia dell’Ospedale San Giuseppe di Milano Sergio Harari ricorda che le mascherine usate durante il Covid possono aiutare a trattenere le polveri sottili, “specie le Ffp2”. “Un’altra cosa che è importante ricordare – conclude – è che tra due anni ci saranno le Olimpiadi di Milano-Cortina. Se fossero oggi avremmo un problema maggiore: l’inquinamento sarebbe limitante per gli sportivi e causerebbe problemi ai visitatori”.

[di Nicolò Rubeis, tratto da ANSA – foto di Alexander Gerst]