All posts by Marco Giaconi

Marco Giaconi

Posted On settembre 24, 2020By Marco GiaconiIn Words

2 Mattei dicono di aver vinto…

I due Mattei. Renzi e Salvini. Tanti ne hanno parlato, tanti li hanno messi a confronto trovando molte analogie. Eccoli qua. Non conosco Matteo Renzi, ma è come se l’avessi conosciuto da sempre. È il classico toscanello di paese che dal tavolino del bar (Arci o preti è uguale) pontifica su tutto. “Gnene direi io, a ‘i Trumpe, ‘ome si fa con la Cina!” oppure “macché bancadithalia, lo so io ‘ome si fa la riforma delle tasse”! Nessuno lo scalfirà mai in questo suo egotismo a buon mercato, né iRead More

Posted On settembre 17, 2020By Marco GiaconiIn Words

Recovery fund all’italiana…

La prima proposta di “Fondo di Recupero” per tutta la UE fu fatta dalla Francia, nel maggio scorso, e poi sostenuta anche dalla Germania, con 500 miliardi di euro, ma tutti a fondo perduto. Si trattava sostanzialmente di mutualizzare il debito per la ricostruzione post-Covid-19, con un meccanismo che vedeva (e vede) la Commissione Europea prestare e/o donare capitali ai vari Paesi UE, prendendoli dal consueto mercato finanziario. Il bilancio UE è stato comunque fissato, per il prossimo anno, a 1074 miliardi di euro. Vengono quindi emessi dalla Commissione (laRead More

Posted On settembre 4, 2020By Marco GiaconiIn Words

Tutti i soldi dell’Italia: o sogni o tagli

Nel 2008 scrissi un libro intitolato “Il costo della politica”, pubblicato da Franco Angeli. Non c’erano le solite geremiadi sul fatto che la politica costa troppo, o che il senatore x o il deputato y guadagnano molto, magari ben oltre i loro meriti. Era un’analisi tecnica sul nesso strutturale tra spesa pubblica e sistema politico. Politologi da bar o da TV mi rimproverarono perché non facevo il moralista. Ma quello non è il mio mestiere. Adesso farò il contrario: seguirò l’esempio degli esperti da bar e vedrò chi costa troppoRead More

Posted On agosto 25, 2020By Marco GiaconiIn Words

I contratti dei lavoratori

Da quando la sinistra caviar (il fondatore di alleo.it, uomo antipatico quanto me, la chiama sinistra catastale) è diventata la padrona un po’ sciocchina dell’immaginario sociale non si parla più di operai. Quelli che ci sono ancora sporchi, brutti e cattivi, magari anche poco chic, non sanno le “lingue”, non si sdilinquiscono per i romanzi dei pratesi, con tanto di uccellini nel titolo. E poi non gliene frega nemmeno un cazzo, agli operai, delle tensioni erotico-mistiche dei disoccupati letterari. Tutto oggi sembra quindi prodursi da solo, per la gioia delleRead More

Posted On agosto 16, 2020By Marco GiaconiIn Words

Noi complessati dalla Russia

Sta accadendo un fenomeno strano nella mentalità occidentale, l’ennesimo segno, tra i tantissimi, di regressione cerebrale. Vi sto parlando del “bullismo moralista”. Un caso di specie sono la Russia e la Cina, che sono sempre accusate dai leader dell’Ovest di essere “guerrafondaie”, “inaffidabili”, “pericolose”, “totalitarie”. Il fatto è che Russia e Cina seguono con pervicacia il loro interesse nazionale, piaccia o non piaccia. Noi lo seguiamo? No. Abbiamo favorito l’assalto alla Libia di Gheddafi, che era un nostro alleato e una banca d’affari sempre aperta, per noi. Certo, gli attaccantiRead More

Posted On luglio 30, 2020By Marco GiaconiIn Words

Alla corte di Bernard Henry Levy…

Ecco uno dei motivi per cui spesso la sinistra perde in varie parti del globo. Gli intellettuali, o presunti tali, spesso sono una delle interpretazioni: più intellettuali che parlano bene e razzolano male ci sono a sinistra, più la sinistra perde. Non è un’equazione perfetta, ma ci casca molto vicino. Bernard-Henry Lèvy ha avuto un merito indiscusso: ha iniziato la moda dei filosofi prêt à porter che oggi riempiono le televisioni, come anticamente accadeva con Wanna Marchi e le sue creme miracolose. Sanno tutto naturalmente, ma soprattutto si piccano diRead More

Posted On luglio 24, 2020By Marco GiaconiIn Words

Recovery Fund approvato

L’accordo del consiglio europeo raggiunto alla fine della notte del 23 luglio scorso, fa permanere, e la cosa non era affatto scontata, il totale dei 750 miliardi Next generation EU da tempo ipotizzati nel primo incontro franco-tedesco, ovvero della locomotiva tedesca e del vagone francese. Alla fine cambia il rapporto tra grants e funds, doni e prestiti, 390 i denari a fondo perduto, 360 i funds. Peraltro, all’inizio delle trattative, anche l’Olanda pensava a un rapporto quasi paritario tra prestiti e fondi. Tra questi finanziamenti-doni, la Resilience and Recovery FacilityRead More

Posted On luglio 13, 2020By Marco GiaconiIn Words

Recovery Fund: balletti e incompetenze

A maggio scorso Francia e Germania hanno elaborato una prima proposta per un Recovery Fund da 500 miliardi di euro (per il periodo 2021-2027) con la Commissione che presta denaro ai Paesi UE, a nome dell’Unione, e con una piena mutualizzazione del debito. Il Quadro Finanziario dell’Unione (che va adottato all’unanimità da tutti i Paesi membri e comunque non è stato ancora votato) prevede un finanziamento complessivo per 1.279 miliardi a prezzi correnti, ovvero l’1,1% del Pil attuale dell’Unione. In questo conto ci sarebbe da risolvere anche la ormai annosaRead More

Posted On luglio 6, 2020By Marco GiaconiIn Words

Crisi della Magistratura

La contabilità di Mani Pulite dimostra il suo fallimento: 4520 persone indagate a Milano, 3200 richieste di rinvio a giudizio, con 1320 atti trasmessi successivamente ad altre Autorità Giudiziarie. Delle 3200 persone giudicate a Milano, ci furono poi 620 condanne e patteggiamenti del Gip, 635 proscioglimenti del Gip, ma delle 1322 rinviate a giudizio, si ebbero 661 condanne e patteggiamenti del Gip e infine 476 assoluzioni, e pensare che nel 2003 c’erano ancora 117 casi pendenti. In totale, su 4520 persone finite nelle mani del pool, e su 3200 rinviatiRead More

Posted On giugno 22, 2020By Marco GiaconiIn Words

5S, Venezuela e una valigetta

Ogni “regime” ha la sua proiezione all’estero, visibile o occulta. La storia della presunta valigetta con 3,5 milioni di dollari ceduta dal regime di Maduro al Movimento 5 Stelle ha dei tratti favolistici, ma non totalmente inverosimili. Molti Paesi aiutano loro amici e corrispondenti politici che operano all’estero. Si chiamano, di solito, “agenti di influenza” e ormai rappresentano spesso la maggioranza delle classi politiche europee. Sarkozy (prima di decidere di farlo fuori) si fece prestare milioni di dollari da Gheddafi, sempre per la solita “campagna elettorale”. Negli anni ’90, iRead More