All posts by Marco Giaconi

Marco Giaconi

Posted On settembre 21, 2019By Marco GiaconiIn Words

Morte del contante?

L’uso del contante è ormai sanzionato dai mass-media e dagli pseudo-economisti. Quindi è probabile che sia giusto usarlo – quando certi media chiamano “alla lotta” conviene girare subito gli occhi dall’altra parte. La limitazione nell’uso della carta-moneta, ma anche l’obbligo allo snobismo della credit card perfino per spese minime, roba da turisti americani, e poi magari anche la paura sciocca di sembrare dei riciclatori della mafia se si porgono 50 euro con il solito ponte in una pizzeria. La manipolazione è complicata. Le monete vere, se ci pensate bene, avevano ilRead More

Posted On settembre 15, 2019By Marco GiaconiIn Words

Farnesina, sveglia

Da circa tre governi l’Italia non ha alcuna politica estera. Non dico che ne ha una sbagliata, ma che non ne ha proprio nessuna. Quindi, nel 2011 abbiamo abbandonato alla concorrenza europea il nostro vecchio e folle amico Muammar al Munyar el Gheddafi, che proprio i nostri Servizi avevano scelto e addestrato come successore dell’inetto re Idriss, che non era mai stato a Tripoli e lavorava solo per gli interessi petroliferi inglesi. Basterà una vacanza termale del re dei senussiti in Turchia, per far fare il golpe. Ora, “grazie” alRead More

Posted On settembre 8, 2019By Marco GiaconiIn Words

Dacci ora il Conte 2

Il Conte “Giuseppi”, come lo ha chiamato Trump, mi sembra più che altro il vecchio Conte Max. Ve lo ricordate? Un giovane edicolante romano che, dopo poche lezioni, sostituisce il vero Max, il vero conte. Con prevedibili disastri. La pochette a ben quattro “denti”, i capelli inusitatamente neri. Certo, con i tempi che corrono, un oscuro professore universitario fiorentino è almeno un alfabetizzato, mica come certi suoi ministri… L’obiettivo del Conte 2 è, evidentemente, far fuori la Lega, prima che la Lega faccia fuori il Conte 2 (dopo l’Uno) eRead More

Posted On agosto 21, 2019By Marco GiaconiIn Words

Libra, la fine degli stati

Siamo arrivati da tempo al denaro elettronico. Ovvero a una moneta basata sugli impulsi elettronici. Che sono, di per sé, riproducibili da chiunque. Oggi, la tecnologia permette di avere denaro senza carta o inchiostro, senza avere depositi fisici dove tenere i token finanziari, senza poi dover utilizzare vecchi uffici bancari, bancomat, assegni, per avere denaro cartaceo disponibile. La tecnologia informatica permette oggi di creare denaro e distribuirlo senza alcuna mediazione. Bitcoin Sono, queste, le criptovalute. La prima in ordine di tempo è stata il bitcoin. Probabilmente è indipendente dai governi,Read More

Posted On luglio 7, 2019By Marco GiaconiIn Words

Com’è nata la crisi economica italiana

La propaganda economica vive di miti che sono ormai inossidabili. Il primo è quello del debito pubblico. Si dice che il nostro rapporto debito/PIL sia eccessivo, e magari è vero, ma dire solo che è “troppo” è davvero semplicistico. Nessuno polemizza con il Giappone, che vale oggi il 250% nel rapporto debito/Pil. Come fa Tokyo a tenersi in piedi? Semplice: emette JGB, Japanese Government Bonds, a tasso zero o negativo e la Banca di Emissione e gli altri investitori istituzionali li comprano tutti, a qualunque tasso vengano offerti. Debito eRead More

Posted On giugno 3, 2019By Marco GiaconiIn Words

Ridurre i parlamentari…

Il totem su cui si è fondata questa repubblica delle giovani marmotte, degli analfabeti e dei bambini, è quello dell’odio assoluto verso i parlamentari. Ovvio che si vogliano quindi diminuire gli eletti alle Camere di numero (unico livello su cui siamo d’accordo), di importanza, di qualità. I parlamentari sono gli unici “cattivi”, designati come tali dalle macchine globali della propaganda e dalla ormai ultra-ventennale manipolazione del senso comune. Salvo poi averne l’assoluto controllo ormai, come di soldati al fronte. I politici sono brutti e cattivi, ma i bancarottieri, gli imprenditori farlocchi,Read More

Posted On maggio 13, 2019By Marco GiaconiIn Words

Onore a Gianni de Michelis

Altro che “moaveri” riportini craniali, con sguardi ferocemente dentati, dopo una giovinezza sciocca passata con il Movimento Studentesco del Sor Capanna. Se ci pensate un attimo, la qualità dei dirigenti politici attuali si misura con la scelta dei gruppetti dove militavano da studenti. L’attuale ministro degli Esteri e Paolo Gentiloni erano, appunto, con il Sor Capanna. Sono già giudicati. Poi ci fu un maestro di sci che andava alla Farnesina solo a pranzo, per poi litigare con il Segretario Generale, l’unico che ci capisse qualcosa. E questo ministro, forzitaliota inRead More

Posted On maggio 11, 2019By Marco GiaconiIn Words

L’autonomia differenziata delle Regioni

L’autonomia differenziata per le regioni a statuto ordinario nasce dalla lettera dell’art. 116, comma terzo, della Costituzione. Ossessionati dal nazionalismo fascista, ma poco edotti (salvo alcuni) di nazionalismo democratico e mazziniano, i Padri Costituenti volevano sempre e comunque frazionare il potere centrale. L’Italia non nasce, purtroppo, sul Gruetli nel 1291, con il patto libero tra i tre cantoni “forestali”, Uri, Schwiz e Unterwalden, con il Legame Eterno dei liberi contadini che accetteranno solo sentenze (e tasse) emesse dai loro giudici, liberamente scelti. Magari il nostro Paese avesse oggi lo spiritoRead More

Posted On aprile 23, 2019By Marco GiaconiIn Words

Il presidente della serie Netflix diventa presidente

“Servo del popolo”, una formula che ricorda le cretinate del sessantotto alla cinese e perfino le fesserie sovietiche, ma è anche il titolo di una serie TV ucraina attualmente su Netflix. Ma è anche il nome del partito che, capitanato da Vladimir Zelenskji, ha vinto le recenti elezioni presidenziali a Kiev. Se la realtà della politica è stabilita dalla televisione (e, da qualche anno, in combutta con Internet) allora perché non produrre uno spettacolo che va bene sia per il pubblico della fiction che per quello dell’altra fiction, la politica?Read More

Posted On marzo 25, 2019By Marco GiaconiIn Words

Memorandum Italia Cina

La Belt and Road Initiative (BRI) diviene per la prima volta un progetto pubblico nel settembre 2013, durante un discorso di Xi Jinping all’Università Nazarbaev di Astana, la capitale del Kazakhistan. Poi ci sarà la ripetizione del concetto nel Parlamento indonesiano il mese successivo. La logica geopolitica dell’operazione in fondo è semplice: Pechino mantiene da secoli una grande e inevitabile asimmetria tra le sviluppatissime aree costiere e le sue vaste lande interne, che sono o agricole o desertiche. Da dove, peraltro, sono sempre arrivati tutti i suoi nemici, dai mongoliRead More