4 Marzo 2024
Words

La politica di Virginia Raggi

La sindaca Virginia Raggi aveva un capo del personale. Questo capo del personale si chiamava Raffaele Marra. Questo Raffaele Marra aveva un fratello che si chiamava Renato Marra. La sindaca Virginia Raggi ha nominato Renato Marra direttore del Dipartimento Turismo del Comune di Roma. La Procura di Roma ha detto, a un certo punto, che Raffaele Marra avrebbe avuto un ruolo nella nomina di suo fratello a direttore del Dipartimento Turismo del Comune di Roma. Quale ruolo? Falso ideologico in atto pubblico?

C’è stata una nota dell’anticorruzione del Comune di Roma. La sindaca Raggi, in questa nota, si è assunta la piena paternità di quella nomina – di fatto escludendo qualsiasi ingerenza di Renato Marra. La Procura di Roma è convinta che la sindaca abbia mentito e per un motivo non banale: se avesse detto che la nomina di Renato Marra era stata gestita da Raffaele Marra, di fatto suo braccio destro, sarebbe incorsa in un’inchiesta.

Ma cosa sta accadendo nel già tanto martoriato Comune di Roma? Bugie, che sono quelle cose che cozzano totalmente con l’onestà, decantata dal grillismo.

Quest’ultima serie di fatti (qui brevemente riassunta) non fa pensare ad altro che a una specie di telenovela oppure a un film noir con toni melodrammatici e sentimentali. Sorge una riflessione su che cosa sia la politica al tempo del M5S e della Lega. Si, perché questo che stiamo vivendo è il tempo giallo-verde del Movimento fondato da Beppe Grillo e della Lega di Matteo Salvini.

Cos’è la politica, dunque? Cos’è il Comune di Roma? Quali sono gli interstizi nei quali si nasconde il privato che tende a confliggere con il pubblico?

Come dicevano le femministe: il personale è politico? Come dice Emma Bonino: il personale è politico ma il privato non è pubblico? Cosa c’è di vero e cosa c’è di falso? La politica è sempre l’arte di decidere: la disciplina umana che prende le decisioni è la politica. E poi la politica è un’attività pratica. Come la morale. Se un uomo è da solo o è una bestia o è un dio, diceva Aristotele. La politica invece si fa sempre in tanti… Tanti, ma tanti e pochissimi che decidono.

Chi decide cosa? Che cosa effettivamente si decide? E la maggioranza delle persone che non hanno voce in capitolo? Nanni Moretti affermava di non credere nella maggioranza delle persone: «io credo solo nella minoranza delle persone» diceva. Ma la verità qual è? Oggi a decidere sono in pochi (e tra l’altro decide sempre più l’economia piuttosto che la politica) e la maggioranza delle persone, in questo paradiso giallo-verde, cerca di tirare a campare, fa acquisti, compra telefonini; vive, insomma, alla meno peggio. Non interessandosi molto di politica. Che poi è sempre quella cosa che decide…

Gianfranco Cordì

Gianfranco Cordì (Locri, 1970), ha scritto dodici libri. E' dottore di ricerca in filosofia politica e giornalista pubblicista. Dirige la collana di testi filosofici "Erremme" per la casa Editrice Disoblio Edizioni. Dirige le tavole rotonde di filosofia del Centro Internazionale Scrittori della Calabria.