di - 12 novembre 2018

Scacchi: parità tra Carslen e Caruana

l match in dodici partite che si sta svolgendo a Londra tra il campione del mondo in carica, il ventottenne norvegese Magnus Carlsen e il ventiseienne statunitense (di famiglia di origine italiana e più volte campione italiano e ha giocato per la nazionale italiana per anni dopo il 2005) Fabiano Caruana, si annuncia altamente incerto. Vedremo il 25 novembre.
Mi voglio sbilanciare nel sostenere una convinzione che ho da prima che cominciasse la sfida, ossia che Caruana può avere qualche chances in più: preparazione accuratissima, motivazioni superiori. Il talento dei due è straordinario, e il loro stile di gioco non è poi così lontano. Del resto si tratta di giocatori completi nelle diverse fasi della partita. I precedenti degli ultimi anni hanno avuto esiti sostanzialmente equilibrati. Il loro ELO (nome di un punteggio/rating che è calcolato sulla base delle prestazioni di torneo) è pure vicinissimo e… stellare (2835 Carlsen vs 2832 Caruana).
Le prime due partite hanno avuto per certi versi un andamento speculare. Negli scacchi chi ha il Bianco ha il cosiddetto “vantaggio del tratto”: muove per primo e ha una sorta di teorica iniziativa, è in qualche modo più propenso a giocare attivamente. Ma per ora è stato chi ha avuto il Nero (ieri Carlsen, oggi Caruana) ad avvicinarsi di più alla vittoria. Lunghissima la partita di ieri (quasi 115 mosse, per circa sette ore di gioco), relativamente più breve quella odierna.
Carlsen ha aperto con 1. d4 e si è entrati in una sorta di difesa ortodossa. Con l’11ma mossa (Ce4) il Nero è entrato in una posizione superiore, più attiva e con una struttura dei pedoni migliori. Ma alla fine non è riuscito a prevalere. Entrambi finali di torre (un motto paradossale che circola fra gli scacchisti recita “i finali di torre sono tutti patti”).
Nel diagramma (Bianco: Carlsen-Nero: Caruana) si mostra la posizione finale, quando è stata concordata la patta. Il lettore meno esperto si potrà chiedere perché. In realtà, nonostante abbia un pedone in più e il Re in maggiore attività, il nero non è in grado di progredire né sul piano materiale (guadagnando altri pedoni) né costruendo eventuali reti di matto. Oggi, lunedì, la terza.
[Giovanni A. Cecconi – Maestro Fide]