21 Aprile 2024
Sun

Enrico Brizzi, Il cavaliere senza testa, Ponte alle Grazie, Adriano Salani Editore Milano 2018, 15 euro

Prosegue con questo libro il cammino interiore di Enrico Brizzi, scrittore prestato al viaggio e viaggiatore prestato alla scrittura. Il suo camminare è, come quello di molti avventurosi eroi di se stessi in questi ultimi anni, un esercizio meditativo e molto concreto insieme: si misura il Mondo col passo, a cogliere un allargamento del tempo e un allungamento dello spazio.

In questo caso però siamo di fronte a una doppia responsabilità, che si quadruplica nella memoria. Sì perché Brizzi non è da solo a compiere il percorso dalla sua città, Bologna, fino alle creste dell’Appennino al Corno alle Scale. Stavolta si avventura per stradine e per sentieri di montagna con le tre figlie, alla ricerca di un’eredità da trasmettere. Quindi raddoppia la ragione e la cura del cammino, mentre lo rispecchia nella memoria delle memorie familiare, raccontandole, in dodici tappe, strada facendo, alle ragazzine.

Brizzi cova i ricordi e le storie della sua famiglia e le consegna, in momenti esperienziali salendo dossi e guadando torrenti, alle più giovani, a coloro che partoriranno a loro volta le memorie di questa genealogia familiare che affonda le radici proprio sui monti tra l’Emilia e la Toscana. E ci si trova dunque a spronare e gettare semi di speranza e ottimismo, come a rassicurare su eventi accaduti su questi monti ma che non sono più attuali e di cui non si deve temere. C’è come un esercizio di presa di coscienza della realtà ambientale e congiuntamente della realtà dei discorsi educativi, di quella emotiva e di quella delle narrazioni storico-familiari.

Una bella sfida, per capire quanto diventiamo migliori in compagnia dei nostri figli. O comunque tendiamo a percorrere con loro la strada della gentilezza e del fodero, quell’oggetto che cura e contiene, ma lascia pure sguainare per ciascuno i propri caratteri, in modo che ognuno possa farsi padrone della propria andatura.