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Marisa Cecchetti

Marisa Cecchetti vive a Lucca. Insegnante di Lettere, ha collaborato a varie riviste e testate culturali. Tra le sue ultime pubblicazioni i racconti Maschile femminile plurale (Giovane Holden 2012), il romanzo Il fossato (Giovane Holden 2014), la silloge Come di solo andata (Il Foglio 2013). Ha tradotto poesie di Barolong Seboni pubblicate da LietoColle (2010): Nell’aria inquieta del Kalahari.

Una autobiografia dove il protagonista è Velio Musatti, quella di Vivere. Vento di Alberto Pozzolini, di Santa Croce sull’Arno – Pisa, (1933-2017), personaggio poliedrico di grande levatura culturale. Già cronista del Tirreno – allora Telegrafo- nel ’61 molla tutto e va al Nord, dove a Milano diventa capo ufficio stampa del Piccolo Teatro, ai tempi di Paolo Grassi e di Giorgio Strelher; insegna in un liceo nel ’68, è regista, fa televisione, lavora in Pirelli ed in Rizzoli dove partecipa alla stesura della “Enciclopedia”. Sono tanti i Pozzolini che cercanoRead More
  Aldemaro Toni, direttore della rivista “Erba d’Arno” fondata nel 1980, raccoglie in un unico volume, “Al Sara Hotel”, racconti pubblicati solo in rivista ed altri già editi, tra cui “Taccuino del quinto amore” che è stato tradotto e pubblicato anche in tedesco nel 2011. I primi racconti sono degli anni ’70 del secolo scorso, e ricostruiscono la vita, la cultura, il pensiero degli anni del secondo dopoguerra, con riferimento ad una realtà di paese dove le abitudini sono ancora sicurezza. La donna si apre lentamente al mondo del lavoro,Read More
Ci immergiamo nella luce poi all’improvviso nel buio; nella gioia e all’improvviso nella sofferenza, nel silenzio e nel grido (il mio grido che fende la calma/come fiamma bruciante sul mare),  con le Poesie di Giulio Di Fonzo: c’è un contrasto costante di immagini e stati d’animo, e l’ossimoro spesso lo sottolinea. Immagini che restano indelebili sono quelle di un giardino carico di fiori, di un luogo verde di piante, che accompagnano i momenti di gioia anche quando sono diventati un ricordo; fiori e piante che sono ancora lì, mutando colRead More
Alla fine è come se tu avessi viaggiato col Nencini, anzi, pedalato con lui, perché per descrivere il Mugello e farlo amare ai lettori, lui lo percorre sui pedali -come indigeno innamorato, dice – forzando sulle salite, osservando tutto quasi fotograficamente, fissando con la parola la bellezza, le tradizioni, la storia, la cultura popolare, l’arte, senza disdegnare la cucina povera, che è essa stessa cultura e tradizione e arte. Il fiume Sieve disegna il Mugello “ridente vallata alle porte di Firenze puntuta di torri guidinge e ubaldine, rigogliosa di villeRead More
  Sono varie le voci che ci guidano alla scoperta dell’Islanda, sono quelle di scrittori, giornalisti ed intellettuali islandesi come Hallgrímur Helgason, Atli Bollason, Halldór Laxness, Egill Bjarnason, Jon Kalman Stefánsson, per dirne alcuni, e di molti stranieri tra i quali Silvia Cosimini, esperta traduttrice dall’islandese. Gli scatti della fotoreporter siberiana Elena Chernyshova mostrano gli aspetti più incredibili e affascinanti del paese del ghiaccio e dei geyser, colonizzato presumibilmente a cominciare dall’800 da gente che proveniva dalla Norvegia, rimasto prima sotto la Norvegia poi passato alla Danimarca da cui haRead More
Negli anni ’50 del secolo scorso a Reykjvik nasce Ásta -il suo nome contiene la radice islandese ast che significa amore- da una coppia innamorata e passionale, lei è Helga, 19 anni, lui è Sigvaldi, 30. Hanno già un’altra bambina piccola. Helga emana una sensualità conturbante, assomiglia a Liz Taylor, è inquieta, accarezza dentro di sé il bisogno di libertà. Abbandona presto la famiglia così Ásta, di soli sette mesi, viene trovata da una donna umile che la cresce come una madre, mentre sua sorella viene data in adozione adRead More
Sono solo cento copie firmate e numerate quelle che Eliana Favilla ha preparato per i suoi lettori ed amici, con delicate illustrazioni di fate e castelli di Anna Meucci. Collirio di rugiada, a cura di Giuseppe Cordoni, è un dono per le nipotine, Elisa, Anna, Gemma: con rovesciamento dell’assunto eliotiano, l’arrivo di una bambina rende il mese della nascita “il meno crudele/degli aprili”. Le segue fin dalle emozioni del primo giorno, ne coglie le lente e progressive scoperte della vita, i contatti, le meraviglie. La bellezza di questo dono poeticoRead More
E’ un dialogo d’amore – distinto dal corsivo nelle poesie della Valacca e dal tondo in quelle di Schlesak, con testo tedesco a fronte – che ricorda il Cantico dei Cantici, carico di Luce, di spiritualità, di sensualità e di passione. Uomo e donna si ascoltano, riprendono, sviluppano ognuno il pensiero dell’altro, come due anime fuse in una sola anima, creando una catena di anelli che esaltano l’amore come supremo bene concesso, un bene che è esistito da sempre in varie forme, come bambini fratelli, padre e figlia, amici, oRead More
 Non è facile elaborare uno strappo inatteso e feroce. Non basta la vita che ci rimane. Passano gli anni, gli oggetti di cucina tornano al loro posto: “le tazze/ grandi  da cui bevevamo/ il tè nero tutte le mattine!…il tuo orsetto marrone,/pensionato da sedici anni,/ è tornato pure/lui a letto”. E’ una morte domestica che il cuore non può accettare, può solo tentare di convivere con essa. Vita è precarietà, “un lumino/tenuto tra le mani/del vento”, tutto si riduce ad “una vela di vita tra le dita” ed i presagiRead More
C’è una luce che attraversa la poesia di Abderrahman Zarra, può essere quella del sole che porta il mattino, la luce crepuscolare, la luce forte del deserto. Ci sono le ombre che la luce stampa intorno a cose e persone. E ombre preziose che valgono persone. Ma la luce più grande è quella di lei, essa stessa alba, mattino. La notte scompare nel pensiero e nell’attesa di lei, ed è sempre mattino: “il mio mattino sei tu e io l’aspetto”; “il mio giorno non inizia col sole ma con laRead More