All posts by Marisa Cecchetti

Marisa Cecchetti vive a Lucca. Insegnante di Lettere, ha collaborato a varie riviste e testate culturali. Tra le sue ultime pubblicazioni i racconti Maschile femminile plurale (Giovane Holden 2012), il romanzo Il fossato (Giovane Holden 2014), la silloge Come di solo andata (Il Foglio 2013). Ha tradotto poesie di Barolong Seboni pubblicate da LietoColle (2010): Nell’aria inquieta del Kalahari.

Quando di Jón Kalman Stefánsson si è letta tutta la prosa disponibile in traduzione italiana, affascinati ogni volta dalle storie, dal contesto in cui sono immerse, dalla capacità di giocare con le parole -che apprezziamo nella traduzione di Silvia Cosimini- e pensiamo a lui come romanziere, la scoperta della sua poesia è un dono che ne completa l’immagine. Nella raccolta La prima volta che il dolore mi salvò la vita Stefánsson ci regala una introduzione in cui parla di sé, di come abbia cercato un lavoro fin dal termine dellaRead More
“Letteralmente “terra dei re”, il Rajasthan è una delle regioni più affascinanti del subcontinente indiano per la presenza di imponenti forti e residenze reali, per i festival culturali tutto l’anno e la grande tradizione gastronomica”. Ricca di tali informazioni la protagonista di questo viaggio in India, Bea, parte con un gruppo eterogeneo, sconosciuto. A Nuova Delhi, aeroporto Indira Gandhi, arrivano in piena notte, ad attenderli una guida indiana che parla italiano, Raji, vestito all’occidentale, per niente somigliante  a Kabir Bedi, che li fa salire su un pulmino scassato e liRead More
    Raccontato in prima persona da un discepolo, Il maestro è la storia della vita straordinaria- proprio fuori dalla norma- di Nichiren Daishonin, maestro buddista vissuto nel tredicesimo secolo in Giappone, nel periodo conosciuto come Kamakura, caratterizzato cioè dal dominio dello shogunato di Kamakura con forte accentramento di potere nelle mani del capo militare, periodo che va dal 1185 al 1333, quando si ebbero tentativi di invasione da parte del mongolo Qubilay, imperatore della Cina. Il discepolo Hokibo, che il maestro chiamerà Nikko, ha solo tredici anni, Nichiren trentasette.Read More
Se il romanzo L’ottava vita (per Brilka) sorprende per la sua mole, a lettura iniziata ci si rende conto che la Haratischwili ha un narrare che cattura, scopriamo una struttura sapientemente intrecciata, con la capacità di gestire una quantità innumerevole di persone e fatti e di lasciare il lettore senza fiato. Impossibile farne la sinossi, bisognerebbe percorrere ogni vita: Stasia, Christine, Kostja, Kitty, Elene, Daria, Niza, e quella sorprendente di Brilka, l’ottava, per entrare nel contesto georgiano e sovietico di tutto il secolo scorso e conoscere la vasta famiglia, aRead More
“Il silenzio è ascolto”, scrive Lucianna Argentino. Infatti nel silenzio possiamo ascoltare soprattutto le voci ed i moti che ci abitano, oltre a porgere l’orecchio alle sue vibrazioni. Ma il silenzio di cui parla l’Argentino è quello della poesia, “è il grembo in cui sta in gestazione la parola poetica”, perché è solo astraendosi dalle voci del fuori che il poeta può essere tale: “il silenzio che una volta accolto viene trasformato in qualcos’altro”. La parola scritta sul foglio bianco -“il bianco della pagina[…]è il dicibile del silenzio”- riassume eRead More
“Voi non ci crederete, ed è naturale per donne e uomini abituati a prendere per veri i verdetti delle apparenze, ma io, Bartolomeo Allattati dell’Argine sono felice, per quanto sia concesso esserlo ad un ragazzo strano e cagionevole, in temi come i nostri”. Così scrive nel suo diario segreto un giovane conte che vive nella grande villa “austera e turrita” contornata dai poderi dei mezzadri, in un paesino della periferia di Pisa, vicino all’argine del Serchio. E’ cagionevole di salute in quanto una malattia gli svuota le ossa “rendendole leggereRead More
“D’accordo: non vale niente./ È meno del fumo/ assai meno del vino./ Ma uno non può morire/ senza un briciolo di poesia”, si legge nella citazione esergo di Pieraldo Marasi. Con questo presupposto Gabriella Musetti, nella prima parte della sua raccolta, ci presenta una folta schiera di donne anonime scomparse, e non può mancare al lettore un immediato rimando a Spoon River Anthology di Edgar Lee Masters. Queste le parole di Fernanda Pivano, che aveva tradotto Masters e lo aveva proposta a Cesare Pavese: “…la semplicità scarna dei versi diRead More
La suocera è Olga, un nome non frequente nella Romania della prima metà del ‘900. Elena, la nuora che racconta la sua vita, è moglie di uno dei cinque figli che Olga ha avuto da due diversi mariti, quattro maschi e una femmina. Giovanissima al tempo della seconda guerra mondiale, figlia dell’uomo più povero del paese, con una madre insignificante, Olga frequenta solo le prime classi poi va a estirpare erbacce e raccogliere mais per guadagnare qualcosa e farsi il corredo per andare via di casa. Si sposa a sediciRead More
Lui, Fabrizio, è uno sceneggiatore importante; lei, Angelita, fa la giornalista. Lui l’ha amata tanto. Si sono conosciuti all’interno di una clinica psichiatrica prima della legge Basaglia, entrati di soppiatto; lui filmava clandestinamente e lei si era introdotta nello stesso modo. Non la voleva in mezzo, quella ragazzina, ma i loro occhi “si attraevano con una rabbia sfrenata”. Identici i loro obiettivi. Il filmato fece scalpore e la stampa dette rilievo alle tremende condizioni in cui vegetavano i malati psichiatrici. Poi si sono persi di vista per alcuni anni finoRead More
C’è una casa che “rimane solida/ da più di cent’anni” e mani che si attardano sul cancello, lo sguardo che va oltre mentre scorrono memorie. Torna l’infanzia dalle “ombre corte e audaci”, col calore dell’ora meridiana, con “quel sentirsi subito vivi”, invece ora le ombre sono lunghe, la casa è fredda “nel nord assoluto/che la tiene”. Casa come qualcosa che ancora vive, a cui si sente di appartenere – “la casa che mi ha” – tuttavia  “denutrita” come tutte le case non vissute, vuote, dove è padrone il buio. E’Read More