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Marisa Cecchetti

Marisa Cecchetti vive a Lucca. Insegnante di Lettere, ha collaborato a varie riviste e testate culturali. Tra le sue ultime pubblicazioni i racconti Maschile femminile plurale (Giovane Holden 2012), il romanzo Il fossato (Giovane Holden 2014), la silloge Come di solo andata (Il Foglio 2013). Ha tradotto poesie di Barolong Seboni pubblicate da LietoColle (2010): Nell’aria inquieta del Kalahari.

Anche Lucignana sembrava abbandonata mentre procedevo su per la salita che porta a Sopra la penna, la libreria di Alba Donati, piccola e accoccolata contro il muro a secco che sostiene la strada, aperta verso la vallata. Mi sono arrivate voci, le ho seguite fino ad un cortile dove pochi anziani giocavano a carte. Salga su, la trova alla sua destra. La voce delle case abbandonate era il libro più adatto, più giusto, da acquistare in quel guscio d’uovo di libreria, dopo una tisana bevuta al tavolino piccolo, guardando ilRead More
Quando Kader Abdolah (Arak 1954) ci riporta nel paese da cui è dovuto fuggire, l’Iran, ritroviamo la atmosfera magica che lui ha sempre saputo creare, e ci vengono subito in mente capolavori come Scrittura cuneiforme e La casa della moschea. Ora si conosce la vita di Sultan fin da bambino  nel castello di famiglia alle pendici delle montagne. Lo seguiamo al tempo dello scià Reza Palhevi, poi durante la rivoluzione  del 1979 con l’avvento di Khomeini, durante la guerra Iraq- Iran,  fino alla fuga in Pakistan e finalmente in  Olanda..Read More
Giuseppe A. Samonà ne La frontiera spaesata. Un viaggio nei Balcani, ci porta con sé oltre il nostro confine orientale, partendo da Trieste e attraversando le terre della Slovenia e della Croazia. Trieste è la prima meraviglia del percorso: “Trieste acchiappa-tutto; Trieste straniera, estranea a qualunque tentativo di accoccolarla da una parte invece che da un’altra, Trieste insofferente a tutto quel che è catena, barriera, ghetto, proprio perché appunto continuamente si è tentato di imporglieli; Trieste dissociata, con un piede nella luce e l’altro nelle tenebre, che poi sono l’amoreRead More
Come afferma Ingrid Basso nella sua nota storica, “il romanzo-monologo della moglie del Colonnello, attraverso la quale Rosa Liksom dà voce immaginaria al personaggio reale della scrittrice lappone Anniki Karieniemi (1913-1984), è anche il monologo di un’antica terra e allo stesso tempo di una nazione ancora giovane: la Finlandia”. La moglie del Colonnello continuerà a farsi chiamare così anche dopo la fine della sua storia con lui, tanto profondi sono i segni che il Colonnello le ha lasciato. Giovanissima, cresciuta nel rispetto fanatico del pensiero filogermanico per rifiuto della occupazioneRead More
  Al tempo della società agricola nelle corti vivevano famiglie che condividevano spazi comuni, l’aia, il forno, il pozzo, e si scambiavano favori e liti – come succede tra vicini – ma erano presenti. Un condominio le ricorda: tutti sono raccolti intorno alla stessa rampa di scale, a salire sullo stesso ascensore, a vivere gli stessi spazi comuni. L’abitudine e l’educazione portano il saluto, talora due parole e un sorriso, una condivisione. Regala, il condominio, la sensazione di non essere soli. Alessandro Canzian, in Il Condominio S.I.M. ha recuperato voltiRead More

Posted On maggio 2, 2020By Marisa CecchettiIn Sun

Hai Zi, Un uomo felice, Del Vecchio Editore, 2020, euro 15

“Cammino per strada/canto canzoni/venti forti spazzano i colli/sopra il cielo è infinito”. Sono versi di Hai Zi del 2 Febbraio 1989, il poeta cinese venticinquenne che il 26 marzo di quello stesso anno si toglierà la vita sdraiandosi sopra le rotaie, a duecento chilometri da Pechino. Versi che risuonano ossimorici rispetto al progetto che senza dubbio già accarezzava. In effetti Hai Zi contiene in sé questo contrasto che non è riuscito a risolvere. Nel suo zaino c’erano una Bibbia, i racconti di Conrad, “Walden” di Henri David Thoreau e Kon-TikiRead More
“Mi chiedo se ogni essere umano non sia per caso chiamato a prendere in consegna la voce di almeno un altro essere umano, se ogni vita non debba offrire la propria voce, per quanto flebile essa sia, ad almeno un’altra vita”. La risposta sta nel romanzo di Paolo Miorandi, L’unica notte che abbiamo, dove la voce narrante raccoglie le storie di famiglia raccontate da un’anziana signora incontrata per un errore che sembra voluto dal destino. Il lettore rimane disorientato dalle prime voci narranti – non è ancora l’anziana-. I numerosiRead More
Un uomo è a pezzi dopo la fine del suo rapporto di coppia: ancora fortemente innamorato della moglie e con un doloroso senso di mancanza del figlioletto, è caduto in una depressione forte, ha assunto farmaci, ha rischiato l’autolesionismo. Poi qualcosa è scattato, il senso di rispetto di sé e per la vita, ed ha trovato la forza di mettere poche cose in uno zaino, di caricare una mountain bike e partire per un viaggio. Da solo. Nelle sue condizioni è sembrato un po’ pazzo. Invece è stato l’inizio diRead More
Sono quattordici racconti brevi, quelli dello scrittore brasiliano Amilcar Betttega, tradotti per la prima volta in Italia da Daniele Petruccioli, grazie ad una borsa dal Programma di Residenza per traduttori stranieri in Brasile, del Ministero della Cultura brasiliano. Il titolo rimanda a R. Carver:“Lasci la stanza com’è. È tutto pronto ora. Siamo pronti. Vuole avviarsi?» riportato nel testo ad esergo La lettura trascina subito in un contesto inusuale dove la realtà si confonde e si alterna col sogno, dove la immaginazione crea dimensioni inattese e si perdono le linee diRead More
Piero Simon Ostan, Portogruaro 1979. Ne ricordo la provenienza perché talora l’Italiano dei suoi versi si alterna al dialetto -un dialetto che sa di casa, di terra natale, di madre-, guidando a quella tessera fondamentale del mosaico, la famiglia, sulla quale si basa la società. Questo non per una chiusura verso l’esterno, bensì per la rivalorizzazione della dimensione privata che oggi rischia di essere travolta, e per un bisogno profondo di non conformarsi e confondersi, in una fuga “da questa terra imbrattata/che non dà più figli”. La silloge si apreRead More