All posts by Marisa Cecchetti

Marisa Cecchetti vive a Lucca. Insegnante di Lettere, ha collaborato a varie riviste e testate culturali. Tra le sue ultime pubblicazioni i racconti Maschile femminile plurale (Giovane Holden 2012), il romanzo Il fossato (Giovane Holden 2014), la silloge Come di solo andata (Il Foglio 2013). Ha tradotto poesie di Barolong Seboni pubblicate da LietoColle (2010): Nell’aria inquieta del Kalahari.

“Voi non ci crederete, ed è naturale per donne e uomini abituati a prendere per veri i verdetti delle apparenze, ma io, Bartolomeo Allattati dell’Argine sono felice, per quanto sia concesso esserlo ad un ragazzo strano e cagionevole, in temi come i nostri”. Così scrive nel suo diario segreto un giovane conte che vive nella grande villa “austera e turrita” contornata dai poderi dei mezzadri, in un paesino della periferia di Pisa, vicino all’argine del Serchio. E’ cagionevole di salute in quanto una malattia gli svuota le ossa “rendendole leggereRead More
“D’accordo: non vale niente./ È meno del fumo/ assai meno del vino./ Ma uno non può morire/ senza un briciolo di poesia”, si legge nella citazione esergo di Pieraldo Marasi. Con questo presupposto Gabriella Musetti, nella prima parte della sua raccolta, ci presenta una folta schiera di donne anonime scomparse, e non può mancare al lettore un immediato rimando a Spoon River Anthology di Edgar Lee Masters. Queste le parole di Fernanda Pivano, che aveva tradotto Masters e lo aveva proposta a Cesare Pavese: “…la semplicità scarna dei versi diRead More
La suocera è Olga, un nome non frequente nella Romania della prima metà del ‘900. Elena, la nuora che racconta la sua vita, è moglie di uno dei cinque figli che Olga ha avuto da due diversi mariti, quattro maschi e una femmina. Giovanissima al tempo della seconda guerra mondiale, figlia dell’uomo più povero del paese, con una madre insignificante, Olga frequenta solo le prime classi poi va a estirpare erbacce e raccogliere mais per guadagnare qualcosa e farsi il corredo per andare via di casa. Si sposa a sediciRead More
Lui, Fabrizio, è uno sceneggiatore importante; lei, Angelita, fa la giornalista. Lui l’ha amata tanto. Si sono conosciuti all’interno di una clinica psichiatrica prima della legge Basaglia, entrati di soppiatto; lui filmava clandestinamente e lei si era introdotta nello stesso modo. Non la voleva in mezzo, quella ragazzina, ma i loro occhi “si attraevano con una rabbia sfrenata”. Identici i loro obiettivi. Il filmato fece scalpore e la stampa dette rilievo alle tremende condizioni in cui vegetavano i malati psichiatrici. Poi si sono persi di vista per alcuni anni finoRead More
C’è una casa che “rimane solida/ da più di cent’anni” e mani che si attardano sul cancello, lo sguardo che va oltre mentre scorrono memorie. Torna l’infanzia dalle “ombre corte e audaci”, col calore dell’ora meridiana, con “quel sentirsi subito vivi”, invece ora le ombre sono lunghe, la casa è fredda “nel nord assoluto/che la tiene”. Casa come qualcosa che ancora vive, a cui si sente di appartenere – “la casa che mi ha” – tuttavia  “denutrita” come tutte le case non vissute, vuote, dove è padrone il buio. E’Read More
 Dal Falterona al mare ci accompagna il giornalista Mario Lancisi, toccando i luoghi della Toscana che Dante ha citato nella Divina Commedia. In realtà tutto ha avuto inizio nel 1999 quando l’allora direttrice de Il Tirreno, Sandra Bonsanti, gli aveva proposto un viaggio nei luoghi toscani dell’Alighieri, visto che in un sondaggio del Corriere della Sera Dante era stato proclamato “l’uomo del millennio”. Così aveva vinto l’antipatia verso la Divina Commedia, nata tra i banchi di scuola per colpa di un’analisi eccessivamente strutturale, e aveva iniziato un percorso personale, tenendoRead More
Sa scandagliare l’animo umano fino al profondo, senza timore di trovare il buio e la paura, ma cerca la bellezza dovunque è possibile Emiliano Gucci, che ci coinvolge  con storie di gemellarità, questa volta, continuando il suo narrare volto a  indagare gli aspetti più vari e complessi e delicati dei rapporti umani. Sono due fratelli, Fausto e Franco, coloro che aprono il romanzo, identici tanto da essere scambiati, tanto da potersi sostituire al bisogno. Cresciuti in una cascina sopra un colle, in mezzo a vigne e olivi e boschi; sicuriRead More
Un romanzo conturbante, per definirlo con un’unica parola, Il turno di Grace, di William Wall, scrittore che vive tra l’Irlanda e la Liguria. Ci porta dapprima in un’isoletta davanti a Cork, in Irlanda, dove vive isolata dal mondo Jane, la madre, con tre figlie piccole, Grace, Jeannie ed Emily, verso la metà del secolo scorso: “Vivevamo con la mamma. Le barche andavano e venivano, portando cibo e a volte pecore, e ogni tanto ce la cavavamo pescando o cacciando conigli, senza esserne molto capaci”. Questa scelta è stata imposta dalRead More
“A chi semina, a chi raccoglie,/ a voi e alle mie metamorfosi”: la dedica contiene la sintesi del pensiero ed oso dire della personalità di Giuseppina Biondo, giovane poetessa siciliana. Colpiscono il suo linguaggio, la freschezza e la forza delle immagini,   il frequente rimando alle  metamorfosi: “Divenni albero all’improvviso / e si compì la mia metamorfosi”, metamorfosi  intese  in senso di accrescimento, di ampliamento del sé fino ad accogliere istanze universali: “e non mi domanderò dell’alba e delle stagioni,/ perché sarò il loro inizio e il loro cambiamento”. E’ comeRead More
Emigrato da giovane dalla Calabria ad Amburgo, dopo essersi fatto conoscere in Germania come narratore, nel 2012 Carmine Abate ha pubblicato con Mondadori La collina del vento, romanzo con cui ha vinto il Campiello, che ci riporta nella sua Calabria. Lui è di Carfizzi (1954), paese di lingua e cultura arbereshe- quella degli Albanesi d’Italia. Il tema dell’emigrazione, unico modo per sfuggire alla mancanza di lavoro che ha sempre attanagliato il nostro Sud, è frequente nei suoi libri, anche ne L’albero della fortuna, in cui ha raccontato la storia diRead More