23 Febbraio 2024
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Federica Amaducci & Bucha Buchaidze, Paesaggi e ritratti di terre lontane, Saqartvelo- Georgia”,Vashlovani National Park”, Campano Edizioni 2019, trad. di Elisabetta Bigagli, € 20,00

Federica Amaducci, guida escursionistica ambientale, da un paio di anni collabora con la Georgia dove si reca a fare trekking a piedi o a cavallo nel parco di Tusheti ed in quello di Vashlovani. Bucha Buchaidze, georgiano, è guida a cavallo nel parco di Tusheti.

In questo loro libro, dove le numerose foto sono di una straordinaria bellezza e costituiscono da sole un racconto, ci portano in terre dove pascoli e montagne si alternano, e la roccia nuda lavorata dagli agenti atmosferici crea un paesaggio surreale; dove i cavalli sono protagonisti del quotidiano e la organizzazione di una corsa è la dimostrazione dell’accoglienza e dell’onore reso agli ospiti: “Mi chiedo come farebbe uno di questi uomini a vivere senza un cavallo, e mentre la corsa giunge all’epilogo, mi trovo a pensare quale forte legame ancestrale esista tra questa popolazione e il quadrupede”.

Le case dei ranger, essenziali, perse nel paesaggio, modestissime, si trasformano nei più accoglienti punti di incontro per i visitatori e le persone amiche.

Il parco di Vashlovani è nella parte sud orientale della Georgia, confinante con l’Azerbaijan: innumerevoli cartelli rossi piantati in mezzo ai pascoli segnano la linea di confine. I punti panoramici sulle sommità dei rilievi aprono su paesaggi sconfinati.

Qui animali e uomini vivono in simbiosi, impossibile dare un’età a qualche guardiano dal volto modellato dal vento, dal freddo: “Mi soffermo sull’età di quell’uomo che se ne sta seduto godendosi il bel tepore del sole. Dare un’età a queste persone non è facile, il lavoro e un vita senza i comfort ai quali la maggior parte di noi è abituata, aggiungono ad ognuna di esse molti anni che segnano il viso e le mani…mi colpisce come una semplice giornata di sole lo renda così sereno”.

Il silenzio può essere talmente profondo da turbare, ma non quegli uomini che vivono fuori del tempo e della comunità, pronti a sorridere, straordinari, come straordinaria è l’avventura di Federica su Uragan, il cavallo che ha imparato a guardare negli occhi e che sente ormai amico. In questo ambiente che rimanda ai tempi della Creazione, lei sta bene.

Perché solo chi ha la pace dentro di sé, chi non teme la vita, può adattarsi ad un isolamento così assoluto che riporta alla autenticità dell’esistere, e soprattutto regala quella bellezza che non siamo più abituati a vedere ed a cercare. Per paura di rimanere soli con noi stessi.

Marisa Cecchetti

Marisa Cecchetti vive a Lucca. Insegnante di Lettere, ha collaborato a varie riviste e testate culturali. Tra le sue ultime pubblicazioni i racconti Maschile femminile plurale (Giovane Holden 2012), il romanzo Il fossato (Giovane Holden 2014), la silloge Come di solo andata (Il Foglio 2013). Ha tradotto poesie di Barolong Seboni pubblicate da LietoColle (2010): Nell’aria inquieta del Kalahari.