26 Maggio 2024
Movie

Addio a Anna Karina (Copenhagen 1940 – Parigi 2019)

Di origine danese (Hanne Karin Blarke Bayer), ricevette il suo nome d’arte dallo stilista Coco Chanel. Modella affermata e artista di pubblicità poco più che adolescente, la Karina trasferitasi a Parigi nel 1958 si mise in luce partecipando a otto film del primo Godard, a partire da Le petit soldat (1960, un film sulla tortura a lungo censurato e finalmente uscito tre anni dopo).  Leggenda vuole che avesse rifiutato un piccolo ruolo in Fino all’ultimo respiro perché avrebbe dovuto spogliarsi. Sposò il cineasta di origine svizzera nel 1961 mentre girava La donna è donna che le garantì il premio come miglior attrice al festival di Berlino: era una figura di ballerina di night club che desidera ardentemente avere un figlio. «Tanto cinema di Godard ripeteva i nostri gesti e le parole che ci dicevamo l’un l’altra, lui li metteva in scena», diceva la Karina. Oltre alla sua attività nell’ambito della Nouvelle Vague, che la vide anche con Jacques Rivette, Roger Vadim, Agnès Varda (nello splendido Cléo dalle 5 alle 7), recitò con  Visconti, Fassbinder, Zurlini, Brusati. La sua vita professionale fu caratterizzata da un notevole eclettismo: fu in teatro, e poi cantante vicina a Serge Gainsbourg, scrittrice di romanzi, regista. Fra gli ultimi ruoli The truth about Charlie (2002) di J. Demme. Capelli scuri, occhi grandi incorniciati da un bel volto tondo un po’ malinconico, era da tempo ammalata. E’ morta il 14 dicembre scorso. La filmografia in calce svelerà ai lettori l’importanza di questa attrice. Una bella commemorazione di Cristina Piccino [https://ilmanifesto.it/addio-a-anna-karina-volto-di-unepoca-di-passioni-tumultuose/]

RIFERIMENTI FILMOGRAFICI

  • Le petit soldat (J.-L. Godard 1960)
  • La donna è donna (Une femme est une femme, J.-L. Godard 1961)
  • Cleo dalle 5 alle 7 (A. Varda 1962)
  • Questa è la mia vita (Vivre sa vie: Film en douze tableaux, J.-L. Godard 1962)
  • Bande à part (J.-L. Godard 1964)
  • Il piacere e l’amore (R. Vadim 1964)
  • Alphaville, une étrange aventure de Lemmy Caution (J.-L. Godard 1965)
  • Le soldatesse (V. Zurlini 1965)
  • Il bandito delle 11 (Pierrot le fou, J.-L.Godard 1965)
  • La religieuse, (J. Rivette 1966)
  • Made in U.S.A., (J.-L. Godard 1966)
  • Lo straniero (L. Visconti 1967)
  • Pane e cioccolata (F. Brusati 1974)
  • Chinesisches Roulette (R.W. Fassbinder 1976)
  • The Truth about Charlie (J. Demme 2002)
  • Moi César, 10 ans 1/2, 1m39 (R. Berry 2003)

 

Giovanni A. Cecconi

Professore di storia romana e di altri insegnamenti di antichistica all'università di Firenze. Da sempre appassionato di cinema, è da molti anni attivo come blogger su alleo.it per recensioni, riflessioni, schede informative, e ricordi di attori e registi. È stato collaboratore di Agenzia Radicale online e di Blog Taormina. Ama il calcio, si occupa di politica e gioca a scacchi, praticati (un tempo lontano) a livello agonistico, col titolo di Maestro FIDE.