12 Aprile 2024
Culture Club

Un “calcio” al Covid-19…

Saranno stati ritmi più lenti quelli del football anni Settanta, saranno state comuni le meline con passaggi indietro al portiere, ma che nostalgia di quel football e dei suoi narratori radiofonici e televisivi!

Certo, anziché spaccare le difese con accelerazioni frenetiche, o con percussioni e rimorchi, si prediligeva caracollare sulla fascia per poi accentrarsi e sparare una staffilata destinata a lambire il palo o addirittura a costringere il portiere (Fabio Cudicini?) a togliere la ragnatela dall’incrocio dei pali… o ad accartocciarsi bloccandola.

L’attaccante più bravo e fortunato (non lo scarpone specialista di tiri telefonati, o addirittura di autogol con tiri telefonati vero compagno Comunardo Niccolai?) poteva tirare rasoiate a filo d’erba che spesso finivano insaccate alle spalle dell’incolpevole portiere. Incolpevole quanto quello che aveva a che fare – erano i tempi di Mariolino Corso, piede sinistro di Dio- con punizioni dal limite apparentemente sega, ma in realtà letali, a foglia morta com’erano! Chi negherebbe trattarsi di vere e proprie prodezze balistiche? Erano pure quelli tempi del tiki taka, più provincialente detto o borgorossoanamente (Alberto Sordi, auguri per il centenario) detto gioco corto della brillante Ternana di Corrado Viciani (chi era costui? eppure lo ricordo benissimo …).

Per le giacchette nere (dirlo oggi potrebbe apparire apologia del fascismo) redarguire i riottosi alla Sivori – o forse Sivori no – era più facile, nonostante mettessero soggezione gli spalti gremiti all’inverosimile (Ciotti) e si marcassero goal inattesi (clamoroso al Cibali!, ancora Ciotti).
Adoravo Claudio Sala, le sue fughe contorte, le sue sportellate (sì, questo mi piace) a testa bassa, le sue finte di corpo, un Novellino seniore e maiore… non erano dribbling ubriacanti (dicevamo ‘scartare’) né brucianti accelerazioni alla Garrincha o alla (si parva licet componere magnis) Muraro, ma che cross, i suoi! consentivano a Paolino Pulici grandi inzuccate – con o senza terzi tempi, che devo ancora capire cosa siano – quando non straordinari voli d’angelo alla Giggiriva o alla Spillo Altobelli (o anche alla Uwe Seeler, attenzione).

Terzini, stopper, liberi, nulla potevano nemmeno in seconda battuta dinanzi alle discese dei fluidificanti più abili, terzini alla Aldo Maldera (di fatto un’ala sinistra: li preferivo ai tornanti… detti oggi? non me lo ricordo ma sicuramente sarà peggio di ieri), quelli che lanciavano palle in mezzo per eventuali sforbiciate – meglio se prese di stinco.
Come si definiva Pulici? Centravanti di sfondamento, perdinci! Non centravanti di manovra, boa a centro area alla Savoldi (macché falso nueve!).

Caro geniale Beppe Viola, caro diligente e intelligente furlan Pizzul, chi più apostroferà i calciatori come vecchi ma pur sempre validi (come Altafini alla Juve: ma dirlo oggi susciterebbe linciaggi nei social) o di mediani, gran lavoratori di centrocampo, sempre tesi alla caccia del pallone.
Distinguiamo sempre un Piper (Brera) Oriali, un Benetti frangiflutti da mediani esclusivamente di spinta alla Gontrand (Brera) Pasinato. Nessuno dei sunnominati però zappava il terreno per colpire il pallone né lanciava squallidi e innocui spioventi dalla Trequarti (Alessio Tendi, sì, classe 1953 mi pare). Quanto diversi dai talentuosi centrocampisti e mezzepunte ((Beccalossi, D’Amico) che a volte vedevamo vagare a centrocampo (anche Antognoni se lo concedeva ed era una sofferenza).

Abbasso gli stadi deserti al tempo del Covid, abbasso gli arbitri al plurale, abbasso la tecnologia applicata al calcio, abbasso il proliferare dei giornalisti sportivi ignoranti. Viva San Siro e non il Meazza,viva le differite di un solo tempo alle 18 finiti i compiti, viva Carosio, Ameri, Ciotti, Martellini, Pizzul, e persino Paolo Valenti.

Giovanni A. Cecconi

Professore di storia romana e di altri insegnamenti di antichistica all'università di Firenze. Da sempre appassionato di cinema, è da molti anni attivo come blogger su alleo.it per recensioni, riflessioni, schede informative, e ricordi di attori e registi. È stato collaboratore di Agenzia Radicale online e di Blog Taormina. Ama il calcio, si occupa di politica e gioca a scacchi, praticati (un tempo lontano) a livello agonistico, col titolo di Maestro FIDE.