16 Luglio 2024
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Tutti i soldi dell’Italia: o sogni o tagli

Nel 2008 scrissi un libro intitolato “Il costo della politica”, pubblicato da Franco Angeli. Non c’erano le solite geremiadi sul fatto che la politica costa troppo, o che il senatore x o il deputato y guadagnano molto, magari ben oltre i loro meriti. Era un’analisi tecnica sul nesso strutturale tra spesa pubblica e sistema politico. Politologi da bar o da TV mi rimproverarono perché non facevo il moralista. Ma quello non è il mio mestiere. Adesso farò il contrario: seguirò l’esempio degli esperti da bar e vedrò chi costa troppo e chi invece fa dei risparmi sul proprio budget.

Costi Presidenza del Consiglio e generali
Nel 2019 (ultimo anno di cui abbiamo i dati completi) la Presidenza del Consiglio è costata il 50% in più di quanto non sia costata l’anno prima. Incredibile no?
Palazzo Chigi (nome di una grande famiglia di antichi banchieri senesi) ci è costato ultimamente 2 miliardi e 141 milioni di euro, cioè 645,4 milioni di euro in più rispetto al 2018. Incredibile no?
Il Segretariato Generale cala però di 12 milioni nel suo budget, sempre comparato all’anno precedente, ma aumentano le spese per il funzionamento (+11,5 milioni) mentre gli “interventi” calano di ben 23 milioni. Aumentano i fondi per la Funzione Pubblica (+9,6 milioni) e per gli Affari Regionali e le Autonomie (+16 milioni), in modo da sostenere il grande “mito regionalista” (che bloccherà presto tutta la Pubblica Amministrazione italiana, come è già accaduto con la pandemia). Poi aumentano le Pari Opportunità (+30 milioni) i fondi per l’Informazione e l’Editoria, che mantengono gran parte dei giornali cartacei e on line, con altri 12 milioni, poi aumenta anche la dotazione per la Protezione Civile, che è stata ridotta al lumicino negli anni passati, dopo i fasti berlusconiani. E in questo caso i soldi sono davvero tanti: +453 milioni. E poi ci sono più soldi anche per le Politiche per la Famiglia: +137,4 milioni. Il problema in quest’ultmo caso non è l’astratta posta di bilancio, ma i criteri empirici di spesa e i tempi, soprattutto, della concessione dei fondi.
Le risorse per la Gioventù e per il Servizio Civile Nazionale calano, (-1,5 milioni) e diminuiscono anche quelle per lo Sport (-8,7 milioni).
Per la sola Presidenza del Consiglio e il suo semplice funzionamento giornaliero materiale si sono spesi, nel 2019, 333,3 milioni di euro. L’anno prima la spesa era stata di 332,3 milioni. Comunque, i costi di gestione della Presidenza del Consiglio sono diminuiti, dal 2011 al 2014, del 27%, passando da 374 milioni a 273, mentre nel 2017 è avvenuto un aumento immediato del 5,9%. Le spese per il personale della Presidenza del Consiglio, che sono in media l’87% del totale, si sono ridotte del 23% tra il 2011 e il 2014, per poi risalire, in media, della stessa percentuale che abbiamo verificato nelle altre voci di spesa.
In Italia, lo ricordiamo, sono 1,3 milioni i cittadini che vivono, direttamente o indirettamente, di politica, compresi quelli che vivono e prendono voti parlando di riduzione di costi, ma ogni anni i “costi della politica” valgono ben 18,3 miliardi di euro, a cui bisogna aggiungere i costi del sistema istituzionale, altri 6,4 miliardi. Totale, 24,7 miliardi.

Costi pro-capite per i parlamentari a confronto
In Italia la Camera dei Deputati, nel 2017, ha avuto trasferimenti dallo Stato per 943.160.000 euro. Inoltre, le entrate integrative e previdenziali, che si aggiungono alla dotazione, valgono un bel miliardo, per la precisione 1.298.391.988 euro. Sempre nel 2017, il totale delle spese per il Senato è stato di 539.500.000. Quindi annualmente ogni cittadino italiano paga 24,71 euro per mantenere i propri parlamentari.
Nel Regno Unito la House of Commons costa annualmente 245 milioni di sterline, con una spesa pro-capite per ogni cittadino di Sua Maestà britannica di 3,74 sterline. Visto che la sterlina è oggi 1,12 euro, il conto è presto fatto: costo di un parlamentare inglese poco più di 4 euro a cittadino britannico.
Il Congresso USA costa 1,2 miliardi di dollari, e ogni cittadino statunitense spende quindi 3,88 dollari l’anno.
In Francia l’Assemblea Nazionale costa invece 517 milioni di euro, con una spesa pro-capite per ogni francese di 7,74 euro.
In Spagna, infine, il Congreso de los Deputados spende 85 milioni di euro, con una “tassa impropria” pro-capite annua di 1,8 euro.

Costi programma Presidenza Conte
Parlando ora di politica vera e propria, il costo netto del programma del Presidente Conte, quello in vigore, dovrebbe costare circa 100 miliardi di euro, di cui:
– 23 miliardi alla UE per le “clausole di salvaguardia”, che diventeranno 28,8 miliardi alla fine del 2020;
– 13 miliardi di spesa pubblica generale per le famiglie;
– 10 miliardi per il taglio relativo delle tasse sul lavoro, il cosiddetto “cuneo fiscale”;
– 31 miliardi per la messa in sicurezza del territorio;
– 1,1 miliardi per la “scuola e la ricerca”, l’endiadi tipica del gergo burocratico (a scuola non si fa ricerca e viceversa);
– 5 miliardi per il welfare.

Una spesa davvero sostenibile, data la restrizione inevitabile della base fiscale, derivante dalla crisi pandemica? Lo vedremo presto. Altrimenti, non potremo che fare altro debito, che ci porterà, quando il meccanismo UE rientrerà dalla fase Covid-19, ad una probabile dichiarazione del nostro debito pubblico come junk, cioè spazzatura.
Da non dimenticare nemmeno la cifra colossale degli interessi sul nostro debito pubblico: 5 miliardi. Che aumenteranno con le quote a prestito dei vari “fondi” concessi dalla UE. Insomma, ci aspettano giorni difficilissimi.