21 Giugno 2024
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Il Sanremo riuscito

Pensavo nella giornata di sabato a come si giudichi un Festival di Sanremo riuscito. Più che ai numeri dell’audience, o ai passaggi in streaming, ritengo si debba fare riferimento all’aderenza allo Zeitgeist, il cosiddetto “spirito dei tempi”: quanto più Sanremo è rimasto aderente a questo spirito, tanto più è stato di successo.

Si può ben dire che il terzo Festival dell’era Amadeus sia stato aderente allo Zeitgeist, nel rappresentare una fotografia abbastanza fedele del pop italiano: la migliore, forse, delle edizioni curate dal conduttore veronese. Vincono gli annunciati Mahmood/Blanco, con un brano dalle buone armonie che dimostra ancora una volta la vena del cantante e compositore egizianmeneghino, al secondo successo nelle ultime tre edizioni.
Troppo “regolare” Elisa, con una canzone bella più nella versione registrata che dal vivo.
Vincitore morale Gianni Morandi, cui Jovanotti ha regalato un pezzo migliore di quello sentito in estate. Bene Irama e Sangiovanni, appena giù dal podio. Di classe Massimo Ranieri, impalpabile Achille Lauro che pare aver perso molta dell’ispirazione estetica che lo consacrò lo scorso anno. Molte canzoni allegre e tanta voglia di ballare dalla Rappresentante di Lista, Dargen e Ditonellapiaga con Rettore. Non benissimo Emma e Noemi, tra le più frequenti protagoniste del Festival.

Tutte queste canzoni si ascolteranno tanto, ed è un buon successo. Sono state più protagoniste, meno soffocate dallo spettacolo, e questo è un segno di vitalità importante.