23 Febbraio 2024
Words

La sinistra e lo gnommero

Recalcati scrive di voler tornare sul concetto di merito. La sinistra, o quello che ne rimane, considera questo concetto alternativo a quello di inclusione. Recalcati spiega che è la stessa allergia che la cosiddetta sinistra (ma io ci metterei dentro anche il terzo polo, e la sinistra al PD) ha per il concetto di “sicurezza”, tema che sembra abbia fatto vincere la destra.

Ogni volta che si mettono in campo “merito” e “sicurezza”, risorge l’anima di Massimo D’Alema – dopo vi spiego il motivo.

Prendiamo l’articolo 34 della nostra Costituzione: “La scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso».

Il problema della cosiddetta sinistra è che il “merito” viene attribuito anche ai capaci e meritevoli. Ma, continua Recalcati, che affermare il merito non significa affatto colpevolizzare chi non è capace. Anzi.

Un bel garbuglio! Abramo Abulafia diceva che i mezzi non sono importanti al fine della “comunione con Dio”. Cioè, merito o non merito, il fine ultimo è apprendere qualcosa. Ma se, in questo garbuglio (Carlo Emilio Gadda lo chiamava lo gnommero) ci mettiamo Nanni Moretti: «D’Alema, dì una cosa di sinistra. D’Alema, dì una cosa anche non di sinistra, almeno di civiltà. D’Alema non ti far mettere in mezzo sulla giustizia proprio da Berlusconi». Allora ne abbiamo che chi parla di merito, seguendo Recalcati, dovrebbe averne il merito. E chi parla di sicurezza (come motivazione della sconfitta elettorale della sinistra) dovrebbe averne capacità di discernimento. Dunque, Massimo Recalcati ci sta avvisando, dicendo che c’è un garbuglio, c’è chi parla di merito, c’è chi parla di sicurezza e così nasce  lo gnommero. Che è più merito o più sicurezza?

In sostanza, il mondo oggi è digitale, tecnocratico, virato al turbocapitalismo. Davvero i temi di discussione possono essere “merito” e “sicurezza”? Non possiamo darli per assodati e utili da affrontare politicamente?

Cioè per destra e sinistra si dovrebbe porre un tema: siete o no all’altezza del fatto che il mondo è cambiato e che è regolato da nanotecnologie e AI (intelligenza artificiale), microprocessori e sistemi binari di comunicazione?

Se non lo avete ancora capito continueremo a parlare di cose ovvie e a dividerci sul nulla, facendo, come al solito, un grande vocio e una grande confusione. In sostanza lo gnommero.

Gianfranco Cordì

Gianfranco Cordì (Locri, 1970), ha scritto dodici libri. E' dottore di ricerca in filosofia politica e giornalista pubblicista. Dirige la collana di testi filosofici "Erremme" per la casa Editrice Disoblio Edizioni. Dirige le tavole rotonde di filosofia del Centro Internazionale Scrittori della Calabria.