21 Giugno 2024
Sun

Alex McCarthy. La bellezza intatta di Rosalind Bone, Neri Pozza editore 2023, pag. 160.

Sul fondo di una stretta valle del Galles dove il sole arriva a fatica, c’è una miniera di carbone che ha portato lavoro e fatto scendere le famiglie da luoghi più aperti: la storia della McCarty, con un arco temporale che va dagli anni ’70 al 2001, ci fa conoscere Mary e sua sorella Rosalind fin da bambine, Catrin, figlia di Mary, i fratelli Clements, la signora Williams che ha un negozio di alimentari, Dai Bevel, l’adulto di cui Rosalind ha paura. E tanti altri che sono la voce e gli occhi del paesino di Cwmcysgod, dove tutti sono sempre pronti a scostare le tendine per vedere quel che accade fuori. Non c’è niente che sfugga, ogni mossa è oggetto di commento, giudizio, condanna.  Ma la verità talora rimane nascosta.

La miniera reclama vittime e crea lacerazioni profonde; l’improvvisa perdita del lavoro porta a gesti disperati. Shane a Daniel Clements hanno visto il padre con un cappio al collo, la madre dedita all’alcool, allora il dolore si è trasformato in rabbia incendiaria: Shane, il più grande, ha trascinato con sé anche Daniel, è il “re dei vicoli”, spaccia droga e ha fedeli seguaci.

Ma tutto ruota intorno alla figura di Rosalind Bone, una bambina dalla bellezza insolita che attira gli occhi di tutti e mette in ombra la sorella. Un adulto la adesca nei suoi giochi ogni volta che la moglie non è in casa, lei si sente sporca ma si tiene il segreto per vergogna. Il giorno della morte del padre, Rosalind, ormai sedicenne, ha sentito la sirena dell’allarme dal bosco sopra il paese, è corsa trafelata a valle con brutti presentimenti, la testa sotto uno scialle per non attirare gli sguardi, ha incontrato un’auto che si recava sul posto, e ne è uscito un fotografo che ha scattato sulla sua bellezza.

La foto compare sul giornale il giorno del funerale, interpretata subito come uno scandalo, uno schiaffo al dolore, e va ad alimentare il giudizio crudele di tutti, specialmente delle donne. Da quel giorno Rosalind scompare e nessuno la cerca, nemmeno la sorella, tutti sicuri che lei sia andata a Londra a sfruttare i suoi doni. Intorno a questa foto si intreccia la storia. Passano gli anni. Ora quella foto ritagliata dal giornale, che giace in un cassetto, cade sotto gli occhi di Catrin, ragazzina sensibile che gira sempre con un blocco da disegno per fissare i volti che la incuriosiscono: dove la porterà questa foto? Sua madre vive reclusa in casa dopo attacchi furiosi di panico per agorafobia: che cosa le è successo? Ora i fratelli Clements hanno appiccato il fuoco sul fianco della montagna e il fuoco ha camminato nell’erba secca, ha invaso il bosco in alto, ha rischiato di far morire una vecchia che vive in una capanna di pietre, una strega, agli occhi di chi l’ha incontrata per caso.

Il primo romanzo della McCarthy – nativa del Galles e per molti anni coreografa e danzatrice-  racchiude in un microcosmo tutto il male possibile intrecciato alla vita di ogni giorno: c’è il pedofilo nascosto dietro una vita di coppia rispettabile, la sofferenza silenziosa delle vittime, la morte sul lavoro, gli incendi dolosi, lo spaccio di droga camuffato da apparenze rispettabili, il suicidio per disperazione, l’estrema indigenza e la fame, i disturbi comportamentali, ma soprattutto la false notizie, il chiacchiericcio che si nutre di se stesso e si gonfia senza sentire il bisogno di verifiche, e sparge dolore. La Mc Carthy tocca questi temi gestendo i suoi personaggi come attori che si alternano sulla scena, e lo fa con un registro linguistico che non indulge alla retorica, un linguaggio talora così asciutto ed essenziale da stillare esso stesso sofferenza. La storia resta aperta, però, all’intervento della giustizia, ai chiarimenti, al riconoscimento delle colpe individuali. E siccome questo microcosmo può essere assunto a simbolo della umanità intera, non mancano i furbetti che sfuggono alla legge e si fanno grassi dei soldi rubati.

 

Marisa Cecchetti

Marisa Cecchetti vive a Lucca. Insegnante di Lettere, ha collaborato a varie riviste e testate culturali. Tra le sue ultime pubblicazioni i racconti Maschile femminile plurale (Giovane Holden 2012), il romanzo Il fossato (Giovane Holden 2014), la silloge Come di solo andata (Il Foglio 2013). Ha tradotto poesie di Barolong Seboni pubblicate da LietoColle (2010): Nell’aria inquieta del Kalahari.