12 Aprile 2024
Words

Radio Maria e il terremoto

C’è una radio che occupa svariati e molteplici canali della modulazione di frequenza. La trovi agli 88, la trovi ai 105, la trovi ovunque. Ti ossessiona in auto quando fai la ricerca canali. Magari vuoi sentire Radio Montecarlo, o Radio Dee-Jay, oppure Radio 2. Lei si infila in mezzo. La riconosci dal monotono scandire parole di chiunque parli a quei microfoni. Si chiama Radio Maria. E già fa tenerezza pensare che esista una radio ispirata a una bambina palestinese andata in sposa a un falegname di mezza età. Ma non si può evitare di parlarne se da quella radio-virus un “onesto pastore di anime”, tal padre Giovanni Cavalcoli, dà fiato alle trombe, dicendo che il recente terremoto italiano è la punizione divina contro i peccati dell’uomo, cioè le unioni civili e i rapporti omosessuali.

È chiaro, tutti noi ci scandalizziamo di fronte a una stronzata del genere. Tutti noi pensiamo quanto possa far male una tale idiozia (uscita dalla bocca di un prete) a un credente di buon senso colpito dal terremoto sul nostro Appennino. E prendiamo pure atto che il Vaticano, per voce di Monsignor Becciu, vicino a Papa Francesco, condanni fermamente le parole dell’infervorato speaker di Radio Maria, tacciandole come paganesimo pre-cristiano.

Fatto sta che il padre domenicano Giovanni Cavalcoli insiste, dicendo che è scritto nella Bibbia che molte sciagure e catastrofi naturali sono determinate dal peccato originale dell’uomo. E come dargli torto?

Il problema non è questo essere umano disturbato, affetto probabilmente da “prostatite professionale” (quella che prende ai prelati che non esercitano la masturbazione, o la scopata liberatoria dello sperma) e affetto certamente da turbe psichiche. Il problema è a monte. Il problema è la religione. La religione è la malattia, il virus, l’ingombro delle masse e dei singoli. Non sto parlando della spiritualità che ogni essere umano dovrebbe coltivare interiormente, come più gli piace (adorando un luogo, un pesce, una montagna, uno spazzolino da denti, o un pneumatico di una vecchia auto di famiglia). No. Sto parlando della religione. Delle religioni. Delle regole che sottomettono degli uomini a dio. Ecco: dio non esiste; allah non c’è.

Le religioni sono regole fatte da uomini per altri uomini, al fine di esercitare un potere sulle coscienze (o sulle testedicazzo come Cavalcoli, vittima di ciò che ha studiato in 30 anni di teologia). Ma la cosa totalmente irragionevole è un’altra ancora. Ed è talmente schizofrenica che rappresenta un doppio vincolo fatale. L’uomo pensa dio; dio crea l’uomo. La religione è parola di dio quindi legge, ma è gestita da esseri umani, per natura fallaci, che interpretano la legge di dio ed essendo fallaci sbagliano spesso e volentieri. Come la giustizia dello Stato che può sbagliare. Ma come può sbagliare la giustizia divina? Non può.

Dunque, di che cosa stiamo parlando?