16 Luglio 2024
Movie

L’abitino su misura di Tom Ford (“Animali Notturni”, USA 2016)

Thomas Carlyle Ford (nato nel 1961, vedi fotografia) è innanzitutto uno stilista e un designer di straordinario successo. Esattamente nel senso che di moda e di design si è occupato prevalentemente dedicandosi per esempio con abilità al rilancio del marchio Gucci, che ha contribuito a salvare da una crisi  profonda lavorandoci dal 1990 sino al 2004. Subito dopo la maturità, si era trasferito a New York, vi aveva conosciuto Andy Warhol, aveva dipinto e lavorato come artista pop, poi aveva svolto anche studi di architettura.

Dunque, ma solo indietro in una ideale gerarchia, senza dubbio c’è per Ford anche il cinema, come realizzatore e come sceneggiatore. Ford non è un “animale cinematografico”, nel senso aristotelico di qualcuno naturalmente (e dunque talentuosamente) destinato a qualche ruolo o attività, come a una missione, una vocazione. È un eclettico, un curioso, un dandy, un uomo di mondo che vi si è avvicinato, si è messo alla prova col vantaggio di non avere difficoltà a entrare in certi circuiti. Fu se stesso in Zoolander (2001) e ha curato gli abiti per una relativamente recente serie di James Bond. Ha nel 2009 esordito alla regia, con A single man, un film che ha avuto una discreta eco per l’impatto del tema affrontato (l’omosessualità) con date modalità.

Il suo gusto estetico traspare anche da questo film, un thriller in parte costruito sul motivo della violenza gratuita, del terrore notturno scatenato da un gruppo di deviati a danno di una famiglia costretta a fermarsi durante un viaggio in auto in Texas. Il tutto è in realtà visto mentalmente da Susan (Amy Adams), una proprietaria di galleria d’arte, alla quale il suo primo marito (Edward, interpretato da Jake Gyllenhaal, si ricorderà ne I segreti di Brokeback Mountain, del 2005) invia dopo venti anni di silenzio e un fallito tentativo di ricontattarla il suo romanzo, a lei dedicato e per lei concepito. Susan ripercorre attraverso di esso la sua antica storia d’amore. E del resto la donna si è apprestata alla lettura perché ha appena riscontrato il tradimento del suo attuale marito, che finge banalmente di lavorare fuori sede nel week-end mentre se la spassa con l’amante e che dimostra di non avere nessun interesse a salvare la loro relazione. Finalmente Susan e Edward sembrano destinati a rivedersi anche grazie alla disinvoltura dei contatti via email. Ma questo contatto, l’invio del romanzo non sarà una vendetta per qualche lontano conto non regolato?

Appare veramente sorprendente che con Animali Notturni – sua seconda pellicola – Ford abbia potuto ottenere il Leone d’Argento-Gran Premio della Giuria a Venezia 2016. Un film francamente perdibile questo di Ford, con implicazioni psicologiche e sociali piuttosto banali, mediante la variante sul tema del dolore, del vuoto, dell’inganno, dei sensi di colpa per gli sbagli fatti (c’è un aborto di mezzo) e della spregiudicatezza altoborghese. Seppur ben girato, curato nei dettagli di trama e di fotografia, il film merita la sufficienza solo perché riesce in alcune scene di violenza a tener desta la tensione del pubblico (e per la piacevole danza burlesque delle obese con cui si accompagnano i titoli di testa). Esso è ispirato dal romanzo di Austin Wright, tradotto in Italia per Adelphi, Tony & Susan.

Giovanni A. Cecconi

Professore di storia romana e di altri insegnamenti di antichistica all'università di Firenze. Da sempre appassionato di cinema, è da molti anni attivo come blogger su alleo.it per recensioni, riflessioni, schede informative, e ricordi di attori e registi. È stato collaboratore di Agenzia Radicale online e di Blog Taormina. Ama il calcio, si occupa di politica e gioca a scacchi, praticati (un tempo lontano) a livello agonistico, col titolo di Maestro FIDE.