di - 13 maggio 2018

Letture per governanti leghisti e 5stelle

Oggi stanno arrivando al governo molti ragazzini imberbi e allegri analisti da bar sport, spesso su di giri. Nulla ci sarà risparmiato, state tranquilli. Dalle scie chimiche all’esistenza delle sirene, dalla tessera sanitaria con i dati del cane e del gatto alla regolamentazione della raccolta di erbe e radici, dalla definizione legale della distanza di sicurezza tra i treni alla suddivisione degli uffici della amministrazione capitolina in varie città del centro Italia, dalla “riprogrammazione” degli orari scolastici per aumentare le nascite (come?) fino all’abolizione definitiva dell’Arma dei Carabinieri e, ancora, ma ci siamo persi qualcosa per strada, al bonus per i “dipendenti che si comportano bene” (sic).

Puro dada, ma molto meglio dei manifesti sul surrealismo e il Dada di Breton e Tzara, troppo ripetitivi, concettosi e aggressivi. Certo, sparare a caso sulla folla, come consiglia giustamente il surrealista francese, potrebbe portare ad avere dei problemi con i suddetti Carabinieri, ma intanto li avrete aboliti, tranquilli! Zia Demo ci farà quindi divertire moltissimo.

Per altre proposte di legge, tanto per far passare il tempo nell’Aula Sorda e Grigia, vi propongo quindi, amici del moVimento, ma da utilizzare esclusivamente come catalogo mozartiano, il volume di Max Ernst, contenente altre proposte politiche che potrebbero risultare utilissime: Una settimana di bontà. Tre romanzi per immagini: la donna dalle 100 teste, sogno di una ragazzina che volle entrare al Carmelo, Adelphi, 2007.

Per le scie chimiche, potrete andare a vedere un sito dedicato ai chemtrails, la depopolazione e la “guerra spirituale” al link http://stopsprayingus.com/valentino, ma meglio ancora sarebbe leggere il volume di Brigitta Schmidt, Handbook New Downsing, quantum healing with pendulums, BoD, 2016. Qui si insegna come un pendolo di Iside o Osiride (per lei fa lo stesso) possa essere utilissimo contro, appunto, le scie chimiche.

Per le sirene, andatevi subito a leggere Tomasi di Lampedusa, La Sirena, Feltrinelli 2014. Ma andrebbe bene, visto il livello medio del Parlamento attuale – e non mi riferisco solo ai grillini – il volume illustrato per bambini Le Sirene, con adesivi trasferibili, edito da Educart nel 2016.

Comunque c’è molto di peggio rispetto al pentastellato standard: per soprammercato abbiamo gli esilaranti pseudo-professori del moVimento, raccolti tra il Sudafrica (dove un rettore, a Pretoria, si chiama ‘Nkulu – un futuro nel nome) e la Scuola Sant’Anna di Pisa, organismo di eccellenza che, purtroppo, si deve ancora sorbire alcune delle peggiori facoltà dell’Ateneo pisano. Per non parlare delle università on line, degli improbabili centri di ricerca sine materia, delle riviste a circolazione familiare, di tutto il San Vincenzo de’ Paoli dei designati “esperti” e futuri ministri pentastellati, di cui fortunatamente non si sente più parlare. Qualcuno è bravo davvero, ma stona in questo coro muto della “competenza”.

Noto poi alcune difficoltà, tra questi professori off shore, a comprendere la differenza tra entrate e uscite di bilancio. Su, coraggio, non è grave: l’economia che si legge oggi ci ha addestrato a tutti i sentieri selvaggi e alle metafisiche di ritorno. Decrescite felici, economie del dono (e nel caso basterebbe il saggio immortale di Marcel Mauss, Saggio sul dono, Einaudi 2002) e tante altre scoperte della polvere del pimpirimpi, come accade nell’omonimo testo di Giorgio Dei, appunto La polvere del pimpirimpi, Giunti 1988.

Tuttavia per riparare rapidamente al danno, ovvero alla mancanza di conoscenza attuale dell’economia tradizionale, intesa come “superata, vi consiglierei, amici Five Star, di leggere subito il testo di Maurizio De Pra e Irene Castelli, Finalmente ho capito come leggere un bilancio, Vallardi 2015. Certo, si può anche pensare che ogni spesa divenga, in futuro, un’entrata (ovviamente soltanto applicando la polvere del pimpirimpi), ma queste sono credenze che si ritrovano di solito, nei musical americani e soprattutto rooseveltiani, et pour cause, degli anni ’30. La gente era senza speranza, quindi bisognava cantare, tutti insieme, le meraviglie irripetibili di Cole Porter.

Oggi, per le stesse ragioni, le masse Usa cantano il rap e si sfanno tra droghe e antidolorifici. Per capire questa America disperata, dove non si usa più ”olio lenitivo” (è una frase di Nietzsche – andate a cercarla) della musica di Gershwin o di Cole Porter, dovreste leggervi il testo, ormai classico, di Allan Bloom, La chiusura della mente americana, Frassinelli 1988. È quello che sta accadendo anche a noi: la fine della cultura e l’arrivo della “formazione”, il che spiega anche come sono arrivati a dirsi economisti alcuni dei vostri collaboratori. Sappiate che chiunque tra voi si occuperà di scuole e università, dovrebbe sapere a memoria il testo di Bloom. Poi, vedasi per la ricca e lucida dottrina economica che si trova in quei capolavori musicali degli anni ‘30, John Viertel, The secret life of the american musical, Sarah Crichton Books, 2016. Per capire il nesso tra il tentativo di socialismo asmatico di Roosevelt (in parte mutuato dal fascismo italiano) e il musical scacciapensieri andatevi a leggere Sing for Supper, the Broadway musical in the 1930s, St.Martin’s Press, 2015.

Lo so che vi ha colpito. Cosa? Quando sopra ho scritto di Roosevelt e del fascismo. Allora, su come il personaggio mitico del progressismo universale liberal, Franklin Delano Roosevelt, abbia copiato alcune sue ricette anticrisi dal fascismo, leggete il volume di Wolfgang Schivelbusch, Three New Deals, Reflections on Roosevelt’s America, Mussolini’s Italy and Hitler’s Germany, Picador 2006.

Non è però colpa loro, la ripetuta scoperta dell’economia dei fratelli Grimm o di Pinocchio, ovvero di quei professori dell’accademia in partibus, poveretti, è colpa solo del disastro accademico anglosassone, quasi peggiore del nostro. Ma dovreste anche sapere che la “partita doppia”, la base di tutto il busillis contabile moderno, è stata inventata da Luca Pacioli, frate francescano, genio della matematica, amico e finanziatore (pur accettando i voti di povertà del Santo di Assisi) di Leonardo da Vinci, ma soprattutto autore de De Divina Proportione, sul quale potete leggere il saggio di Gianmichele Galassi nel numero 2/2007 di Hiram, la bella rivista del Grande Oriente d’Italia. Si, bravi, proprio la Massoneria. Ma non iscrivete Frate Luca tra quelli del Bilderberg o tra gli infiniti membri della P2. Tranquilli, molti della loggia di Gelli sono ancora al potere e, magari, anche solo in odio ai loro vecchi sodali e poi traditori, potrebbero magari aver avuto voglia di darvi una mano… L’Italia è ormai alla congiunzione astrale di una vastissima guerra per bande, nazionali o globali.

Tuttavia, per togliere rapidamente dai casini economici e culturali (ripeto, culturali) l’Italia potreste anche dare un’occhiata – e qui parlo sul serio – al libro di Hjalmar Schacht, La magia del denaro, in una vecchia edizione de “Il Borghese” uscita nel 1968. Era il banchiere di Hitler, lo sapete? Ma, attenti, Schacht era anche massone (R.L. Urania zur Unsterblichkeit, ovvero “immortalità”, all’Oriente di Berlino, nella Valle della Spree, Emser Str. 12, 10719 Berlin) ed era di origine ebraica: e partecipò perfino al golpe del 20 luglio contro Hitler. Alla fine della guerra Schacht, ormai libero dalla giustizia di Norimberga, si ritrovò a capo di una banca di affari che operava con i paesi arabi in via di sviluppo. Faceva quindi lo stesso lavoro di Enrico Mattei all’ENI: proteggeva il suo paese dai futuri disastri che le follie democratiche ma molto interessate, americane e britanniche, ci avrebbero regalato in futuro. Ovvero un’Europa senza energia, o un’Europa senza altre materie prime o cibo. Ecco l’idea fissa delle menti migliori dopo la guerra civile europea che continuava a bassa intensità, fossero stati essi banchieri di Hitler o vecchi partigiani: proteggere l’Europa dal deprezzamento anglosassone. Per capire meglio, comunque, quello che vi sto dicendo, dovreste leggere anche la breve biografia su Schacht scritta dal mio maestro di economia e altro, Geminello Alvi, in Uomini del Novecento, Adelphi, 1995.

 

E ai leghisti nulla? Per rieducarli all’interesse nazionale, propongo il testo di Silvia Diana Matteucci, Il nazionalismo, culture politiche, mediazione e conflitto, Longo 2000. Certo, potrebbe essere utile, per i ragazzi della Lega, studiarsi il nazionalismo di Guido Keller, l’asso di cuori tra gli aerei dell’avventura fiumana di D’Annunzio. Esoterista, esperto di sapienza orientale, aviatore straordinario, gay dichiarato, e allora su questo si può leggere utilissimamente Gabriele d’Annunzio, Siamo spiriti azzurri e stelle, a cura di Pietro Gibellini, Giunti 1995. Se dovete riscoprire la Nazione, fatelo al livello più alto: con la squadriglia di Francesco Baracca, e il suo cavallino (cioè quello della Ferrari), con gli eroi di Fiume italiana, con gli incursori “Gamma”. Non fatevi inquinare dalla miseria attuale e dalla sua teorizzazione “centrista”. Siate affamati e folli, siate ancora eredi di quel poco che ci rimane.

Infine, essendo stato Miglio uno dei più straordinari creatori recenti di vera e buona scienza politica in Italia, vorrei consigliare ai leghisti un vecchio libro di Gianfranco Miglio, che oggi i ragazzi di Salvini non dovrebbero dimenticare: Lezioni di Politica, Il Mulino 2011. Questo per non perdere le vostre radici.