di - 11 giugno 2018

Fuori i soldi

Ora che pare superata l’epoca dei tassi d’interesse negativi—quando si pagava la banca per custodire i soldi, anziché il più tradizionale uso contrario, con la banca che paga per averli—torna la campagna di molti Stati a favore della “cashless society”, l’abbandono dell’utilizzo dei contanti.
Il vantaggio per i governi scannati è evidente. I soldi contanti sono difficilmente tracciabili e possono pertanto indurre in peccati, sia fiscali che morali. I soldi “fisici” si prestano all’evasione e agevolano i traffici criminali. Oltre ad allungarli brevi manu alle babysitter o agli spacciatori, sono anche usati per finanziare attività politiche non sempre gradite.
Quando, nel 2010, Julian Assange e Wikileaks si sono resi invisi al Governo americano pubblicando 251mila documenti diplomatici Usa, sono stati subito bloccati i canali Visa e Mastercard attraverso i quali affluivano i contributi dei sostenitori, mentre quelli in contanti continuavano ad arrivare regolarmente—e legalmente— attraverso i visitatori presso l’Ambasciata dell’Ecuador a Londra, dove Assange risiede tuttora.

Anche le banche, che per mestiere prestano i soldi dei depositanti a terzi, perlopiù ritengono che sarebbe molto più “moderno” ed efficiente se tutte le operazioni economiche di ogni tipo dovessero per forza di legge passare sui loro conti. Per i cittadini invece il vantaggio maggiore dovrebbe risiedere nell’essere meno soggetti alle rapine—almeno da parte di altri privati.

La “vetrina” del futuro senza contanti è la Svezia. È stato il primo paese europeo a stampare, nel 1661, banconote di carta. Ora, dopo tre secoli è mezzo, aspira a diventare il primo a farne a meno. Secondo la banca centrale, la Riksbank, già nel 2015 i pagamenti in corone “fisiche” arrivavano a malapena al 2% di tutti i pagamenti nazionali. Meno della metà delle banche svedesi ammette operazioni in contanti. Perfino chi chiede soldi per strada si sarebbe dovuto attrezzare per ricevere pagamenti elettronici. Tutto ciò doveva mettere fine alle rapine classiche. Infatti, nel 2016 si sono avute solo due rapine di banca in tutto il Paese, contro le 110 di otto anni prima. Semplicemente, lì in banca non c’erano più i soldi. Però, i criminali non si sono pensionati. “Ora sono più interessati ai beni fisici ad alto valore”, secondo il Capo della sicurezza di PostNord—le poste svedesi—Alexis Larsson: “Molto probabilmente il trend continuerà con l’ulteriore riduzione del contante in circolazione”. Il furto con scasso è in crescita nel Paese e l’attenzione dei criminali si è allargato a reati una volta considerati “esotici”, come il traffico di animali protetti.

Secondo lo Swedish National Council for Crime Prevention, anche i crimini contro le persone sono in forte aumento, come anche le frodi online. Nel commentare il fenomeno, la rivista The Atlantic scrive: “Non è un’ironia da poco che disfarsi del contante possa generare più criminalità anziché ridurla” e ricorda come, secondo le ricerche, la “distanza psicologica” dai soldi porti persone che non si sognerebbero di commettere una rapina a barare invece sulla dichiarazione dei redditi o a “gonfiare” i danni per un rimborso assicurativo.
Illudersi sulla natura umana è stato la tomba di molte riforme. Il contante è probabilmente destinato a sparire dalla vita di tutti prima o poi—ma per convenienza fiscale e commerciale, non perché ciò renderà il mondo migliore.