23 Febbraio 2024
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Aldo Buzzi, Tutte le opere, La Nave di Teseo, 2020, 35 euro

Aldo Buzzi ha attraversato, con discrezione e stile, quasi interamente il secolo scorso. Nato a Como nel 1910, si è spento a Milano nel 2009. La sua intelligenza viva ed acuta ha guidato quella che è stata una delle penne italiane più agili ed essenziali, spiritose ed appuntite del secolo (per intendersi, della famiglia dei Monelli e dei Vergani, dei Gadda e dei Flaiano). La cosa strana è che (quasi) nessuno lo sa. Prosatore eclettico e sottile, abbandonò l’architettura per il cinema (fu, tra l’altro, per un ventennio collaboratore del regista Alberto Lattuada, con la cui sorella Bianca divise la vita fino alla scomparsa), per scrivere anche un Taccuino dell’aiuto regista (impaginato da Bruno Munari per l’editore Hoepli). Trasferitosi definitivamente a Milano negli anni Sessanta intensificò le collaborazioni a diverse riviste e fu redattore capo di Rizzoli, quando per quel ruolo era ancora necessario possedere buon gusto e sensibilità letteraria; tra le sue curatele spiccano le pubblicazioni di opere di Flaiano, Mastronardi e Soldati. A tutto il suo senso dell’umorismo, al suo eclettismo, alla sua varietà e alla sua imprevedibilità rende finalmente giustizia questo immenso volume curato da Gabriele Gimmelli.

L’uovo alla kok è probabilmente la sua opera meno sconosciuta, datata 1979 ma meritoriamente ripubblicata da Adelphi in edizione ampliata e con i disegni del grandissimo illustratore americano Saul Steinberg, che di Buzzi fu amico sin dalla giovinezza. Già il sottotitolo del libro costituisce di per sé quasi un genere letterario: “Ricette, curiosità, segreti di alta e bassa cucina, dall’insalata all’acqua, alla pastina in brodo della pensione, da Apicio a Michel Guérard, da Alexandre Dumas a Carlo Emilio Gadda, dal curato di Bregnier a san Nicolao della Flüe.” La cucina, intesa nel suo senso più ampio possibile, è occasione per divagazioni e strizzate d’occhio, cronache di immobilità domenicali e fughe da fermo, nello spazio e nel tempo. Lo definirei un libro di cucina visto dalla parte delle scarpe del commensale, nel senso che dentro ogni prosa del libro Buzzi è capace di far riaffiorare le strade e le storie che intorno a un qualsiasi piatto – alcuni apparentemente banali, altri decisamente meno familiari – conducono e convergono, e proprio per questo ne fanno un piatto (e un racconto) unico. Ogni cucchiaiata di brodo è uno sguardo sull’umanità della tavola, ogni pizzico di spezia nel piatto contiene infinite fantasie o nostalgie.

Ai gourmet della prosa può bastare un assaggio della “Pastina in brodo della pensione” per intendere il tono di Buzzi, a un tempo composto e scanzonato, tipico della koinè dei gran gourmet, gente che sa che a tavola non si invecchia se tra i condimenti non mancano buon umore e intelligente convivialità e che il cibo è qualcosa di estremamente serio a cui però, al contempo, troppa serietà gravissimamente nuoce:

Portare a ebollizione il brodo (lungo ma grasso) in una pentola d’alluminio non perfettamente pulita. Gettare la pastina (stelline). Chiamare un’amica al telefono e stare al telefono il doppio del tempo necessario alla normale cottura della pastina. Spengere il gas e quando la minestra è quasi fredda, portarla in tavola e servirla nelle fondine gelate augurando buon appetito. “Grazie altrettanto”

Martino Baldi

Martino Baldi è nato nel 1970 a Pistoia. Già giornalista televisivo, organizzatore culturale e scrittore, suoi testi poetici, narrativi e di critica sono presenti e dispersi in volumi, riviste e antologie in Italia e all'estero. È caporedattore della rivista "The FLR - The Florentine Literary Review". Lavora come bibliotecario alla Biblioteca San Giorgio di Pistoia, per cui ha ideato e organizza il festival letterario "L'anno che verrà - i libri che leggeremo".