di - 12 aprile 2018

Il senso morale del Nuovo Realismo

La connotazione etico-politica del Nuovo Realismo è dettata da un esatta circumnavigazione dell’inemendabile. L’inemendabile (oppure meglio detto: Realtà) è connotato, in senso morale ed effettuale da una esatta circumnavigazione dei temi del Machiavelli. Fermo restando che il pittore (l’artista) di riferimento rimane Michelangelo Merisi detto il Caravaggio. Dunque di quale connotazione si sta parlando? Il Nuovo Realismo, corrente filosofica anti-postmodernista inaugurata dalla riflessione puntuale ed acuta di Maurizio Ferraris, si basa sulla considerazione delle cose dal punto di vista delle cose. Esempio: se ho una Ferrari e so guidare è probabile che io guidi la Ferrari. Ma se ho una Ferrari e non so guidare non posso guidare la Ferrari. Al massimo posso ammirarla… e rimango un esteta. Ma se io ho una Ferrari e so guidare allora una cosa la so: che io ho la patente e posseggo una Ferrari. Cioè che sono in grado di guidare una Ferrari. Questo è il Nuovo Realismo. Ovvero la Realtà è inemendabile, non la puoi cancellare con un colpo di gomma, la Realtà rimane essa stessa sempre la stessa: dalle cose alle cose.
A questo punto si genera una domanda canonica: Machiavelli parla della «Realtà effettuale della cosa» da contrapporre alla «Immaginazione di essa» e Galileo Galilei parla delle «Sensate esperienze» da contrapporre alle fantasie dei Tolemaici. Che connotazione etico-politica hanno effettualità ed esperienza? Facciamo un esempio: Newton postulò la gravitazione universale quando si accorse che tutti i corpi sono attratti l’uno con l’altro da una qualche forza. Da questo tutta una serie di esegeti postularono l’idea che l’attrazione è una forza cosmica e che le molecole uguali devono attrarre molecole uguali. FALSO. Infatti un elettrone e un protone hanno cariche diverse e si attraggono mentre due elettroni si respingono. In natura dunque esiste una legge che è l’inverso della gravitazione universale. Da questo passando a Machiavelli e Galileo e Caravaggio si ha che l’inverso dell’attrazione (quella forza che Einstein immaginò come «Il più grande errore della mia vita») cioè la repulsione (la costante cosmologica) in realtà funziona.
Perché? Io sono attratto non dall’identico a me ma dal diverso. Io sono attratto non dalla sicurezza ma dal rischio. Dunque la connotazione etico-politica del Nuovo Realismo è quella della repulsione. E che forza morale è quella della repulsione’ E che livelli ha a livello politico? La repulsione è la forza che fa si che se c’è un portafogli aperto pieno di euro nella stazione di Parigi io non lo prenda e me lo porti via. Cioè si tratta del senso morale. Che, come dice Cartesio, è la cosa meglio distribuita tanto che uno che ce l’ha non ne vuole di più. In senso morale il buon senso fa si che io, se c’è il fornello del gas acceso e avvicino la mano nuda: io mi brucio. Per buon senso io non avvicino la mano. Dunque il buon senso è un fatto morale come diceva Hume. Il buon senso, il caro vecchio sano buon senso, è un dubbio scettico. E quindi il Nuovo Realismo a livello etico-politico si connota come sano buon vecchio scetticismo.

Avrà ragione Renzi? Avrà ragione Martina? Avrà fatto giusto Gentiloni? La Boschi è proprietaria di una Banca? Quanti soldi ha Benetton? Quanti soldi ha Della Valle? E Montezemolo è di destra o di sinistra? Il caro vecchio buon senso sospende il giudizio (proprio come Sesto Empirico) e dice semplicemente ricerca, ricerca, ricerca. La skpesis era la ricerca. Io sospendo il giudizio da Nuovo Realista e lascio che a parlare siano gli e-venti. Che come si sa, se ne aggiungi uno, diventano e-trenta…