30 Maggio 2024
Words

I retroscena di Tangentopoli

Ormai la storia non la studia più nessuno, quindi occorre ricordare a menadito ogni fatto e persona, come se parlassimo a un inuit dell’Alaska.

 

Tangentopoli 25 anni fa

Oggi sono passati 25 anni dall’operazione Tangentopoli. Ve la ricordate? Un PM piuttosto rozzo, con amene invenzioni dialettali, che metteva alla berlina tutta la classe politica. E poi la bava alla bocca di Forlani; il gelo rabbioso di Andreotti; l’analisi razionale, ma ormai fuori tempo massimo, di Bettino Craxi. Tutti i partiti prendevano “mazzette”, anche perché l’attività politica era costosissima. Riviste, quotidiani, convegni, sedi, ecc. Ma, come disse Craxi, il pool milanese colpì solo il PSI. Certo, l’idea di far fuori i socialisti era già aleggiata, nella mente di Andreotti, ma non in quel modo.
Uno dei magistrati di quel “gruppo tangentopolino” lo vedo spesso a Milano: va a parlare della Costituzione nelle scuole come se la Carta fondamentale fosse il rotolo sacro del Corano, creato, come afferma la dottrina, prima degli uomini e del cosmo. Ci si commuove, anche.
E pensare che nessuno, tra gli autori della Carta, ha mai pensato che dovesse durare in eterno. Anzi, moltissimi tra i Padri Costituenti hanno scritto che la Costituzione era già allora molto debole per quel che riguarda l’Esecutivo o nell’ambito della politica economica…

Ma quanti furono, poi, i condannati di “Mani Pulite”? In totale, a Milano, ben 4520 persone furono indagate, da questo derivarono 3200 richieste di rinvio a giudizio, con 1320 atti trasmessi ad altre autorità giudiziarie. Delle 3200 giudicate a Milano vi furono successivamente 620 condanne e patteggiamenti del GIP, con 635 proscioglimenti, sempre da parte del GIP. Per le 1322 persone rinviate a giudizio, ci furono, infine, 661 condanne e 476 assoluzioni. Ma nel 2003, lo ricordiamo, c’erano ancora 117 casi pendenti.
Quindi, su un totale di 4520 persone prese nella spirale di “mani pulite”, e su 3200 rinviati a giudizio, le condanne sono state 1281 (con 965 per patteggiamento) e 1111 le assoluzioni e i proscioglimenti. Ci furono anche 32 suicidi.

 

Fu solo colpa della politica?

Ciò non toglie che l’Italia rimane comunque un paese corrotto, almeno per quel che riguarda le statistiche, sestultimo tra i Paesi UE. Segno che le grandi operazioni giudiziarie, dirette unicamente contro i “politici”, lasciano il tempo che trovano.
Bene, non era quindi colpa della sola “classe politica”, vista ingenuamente come l’unica bȇte noire, mentre la Pubblica Amministrazione, le banche, le imprese erano unicamente vittime, secondo la vulgata di “Mani Pulite”, della fame belluina dei politicanti. Uno psicodramma ben inventato, quindi.
Secondo la sceneggiata napoletana, lo ricordiamo, c’erano sempre Issa, l’oggetto del desiderio, e Isso, il buon padre di famiglia, e infine O’malamente, il cattivo che vuole impedire le nozze. “Mani Pulite” ha ricostruito l’immaginario popolare di quegli anni su questa falsariga.

Tuttavia, i rapporti che l’ambasciata degli Usa manda in quel periodo a Washington sono molto chiari: nel 1993 c’era già uno dei protagonisti dell’inchiesta che era direttamente manovrato dagli uomini dell’ambasciata nordamericana.
Antonio di Pietro (che di queste cose non ne capisce un piffero) ha detto che furono i “servizi deviati” a manomettere l’inchiesta. Ma i Servizi “deviati” non esistono: o ci sono quelli veri, i cui referenti erano bloccati dalle operazioni del pool milanese, oppure sono altre entità.
Il finanziamento illecito, che certamente era grave e diffuso, era però già stato in gran parte risolto da una legge del 12 aprile 1990, ovvero una amnistia che evitava che tutto l’arretrato facesse colare a picco il nuovo processo penale, da poco introdotto. Ma, proprio mentre Cossiga lascia il Quirinale, scoppia “Mani Pulite”.

 

In Italia agiscono potenze straniere

È finita la pacchia. Abbiamo goduto di un eccesso di influenza grazie alla nostra vicinanza all’Est. Abbiamo utilizzato questa autonomia per fare i nostri interessi in tutto il Mediterraneo. Ora, con la fine della guerra fredda, saremo niente. Gli Usa hanno informazioni dirette e sanno, per esempio, che le inchieste arriveranno a colpire soprattutto la DC e il PSI. Uno dei giudici del pool parla continuamente con l’allora console statunitense a Milano, mentre c’è chi trasferisce, tra i magistrati italiani, notizie al Dipartimento di Stato e a quello della Giustizia di Washington. C’è già qualche file al riguardo, nella electronic reading room della Central Intelligence Agency.
Anche i russi sanno tutto, ma sono in braghe di tela e non possono più muovere le loro pedine. Quindi, anche la quota PCI della corruzione milanese sarà organizzata dagli americani, perché la Russia allora non navigava in buone acque: i consolati e le ambasciate di Mosca sembravano ospedali, tra facce sdentate e continue richieste di “aiuto”.
E poi vi meravigliate che oggi ci sia un partito che fonde DC di sinistra e post-comunisti?

 

Gli USA decidono di chiudere “Mani Pulite”

La fine dell’operazione “Mani Pulite” venne invece imposta ai giudici italiani da Reginald Bartholomew, ambasciatore Usa in Italia dal 1993 al 1997, capo della delegazione Usa alla NATO. Bartholomew operò in collegamento diretto con Rudolph Giuliani e Antonino Scalia, il grande giudice italo-americano che non aveva mai amato le operazioni del pool milanese.

Poi, certo, ci fu l’interesse di Andreotti nel far fuori i socialisti, il che fece mobilitare la rete occulta che proprio da Andreotti direttamente dipendeva, detta impropriamente “l’anello”. E vi fu anche la vera e propria rivolta dei nostri alleati della NATO in Europa per la rivelazione (del massimo livello, cioè Cosmic Variant) che riguardava Stay Behind, ovvero la rete detta “Gladio”. Rete che era stata, in parte, penetrata e conosciuta dal Patto di Varsavia per mezzo di una segretaria molto procace dei servizi tedeschi dell’Est, che aveva circuito l’allora capo dell’Ufficio NATO per la “guerra non ortodossa”, che era un marine statunitense.
Ma, con ogni probabilità, gli Usa e gli alleati NATO europei avevano anche saputo che, durante la prigionia di Moro nelle mani delle “Brigate Rosse”, erano spariti dai loro archivi documenti estremamente interessanti e pericolosi.

 

Anche Giovanni Falcone…

Si ricordi, poi, che Giovanni Falcone (uomo legatissimo a Cossiga) era contrario all’obbligatorietà dell’azione penale e stava perseguendo probabili reati di mafia che si ricollegavano all’immensa quantità di denaro che si stava riciclando dalla ex-Urss in Europa, soprattutto nelle zone di Messina e Catania. Tre settimane dopo l’attentato di Capaci, Giovanni Falcone avrebbe dovuto incontrarsi con il giudice moscovita Stepankov…
Ecco! Forse la storia è più complicata di quanto i giornali abbiano raccontato e raccontino.

 

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