21 Aprile 2024
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Edoardo Massimo Del Mastro, Sono una mente nomade, il viaggio, il sacrificio, la felicità, Salani Editore 2019, pag. 168, € 13,90.

Un uomo è a pezzi dopo la fine del suo rapporto di coppia: ancora fortemente innamorato della moglie e con un doloroso senso di mancanza del figlioletto, è caduto in una depressione forte, ha assunto farmaci, ha rischiato l’autolesionismo. Poi qualcosa è scattato, il senso di rispetto di sé e per la vita, ed ha trovato la forza di mettere poche cose in uno zaino, di caricare una mountain bike e partire per un viaggio. Da solo. Nelle sue condizioni è sembrato un po’ pazzo. Invece è stato l’inizio di una risalita, quando si è reso conto che la forza doveva nascere da dentro. Difficile è stato perdere l’abitudine di inviare messaggi alla ex, quasi a creare l’illusione di un rapporto ancora vivo. Difficile per lungo tempo tornare a parlare con una donna.

La scoperta di un travel blogger americano che ha mollato tutto e si è messo a girare il mondo lavorando in cambio di ospitalità, lo ha spinto a creare una pagina web, mente nomade e piano piano si è accorto di non essere solo, di essere seguito, condiviso, e di diventare un punto di riferimento.

Ha aperto una scuola di tatuaggi investendoci tutti i suoi risparmi, ha lavorato la sera in un pub per poter risparmiare qualcosa e permettersi viaggi, nel modo più economico possibile. Suoi compagni inseparabili lo zaino, la bici, la tenda da campeggio.

L’Inghilterra e le meraviglie di Stonehenge, l’Irlanda con lo stupore del suo paesaggio, l’Islanda dal freddo pungente, dove si beve acqua direttamente dal fiume. Scopre che non è fondamentale andare lontano, importante è ritrovare il contatto con se stessi, ascoltarsi, beneficiare del silenzio e delle meraviglie della Natura che è una grande guaritrice.

Ma ogni tappa fa nascere altre curiosità quindi il raggio si allarga, si affrontano imprese temerarie, come il viaggio in Alaska alla ricerca del Magic bus, l’autobus abbandonato che ha fatto da rifugio ad un esploratore prima di morire congelato.: “Non so quanti chilometri ho percorso quando raggiungo Teklanika River, il fiume che Chris ha cercato invano di guadare poco prima di morire”.

E il Nepal: “Così, facendoci forza a vicenda come un vero gruppo, dopo sei giorni di cammino, alle prime luci dell’alba raggiungiamo il punto panoramico di Poon Hill, posto a circa 3200 metri di altitudine. Qui abbiamo modo finalmente di ammirare uno degli spettacoli più belli che Madre Natura può regalarci: l’alba sopra la catena montuosa dell’Himalaya.”

Il libro di Del Mastro è la testimonianza della forza di volontà, del coraggio, della scoperta stupita del senso della nostra esistenza, della importanza e bellezza della vita, nonostante tutto. Quando ci si solleva dallo stato di prostrazione e negatività, quando si torna a sorridere ed a provare entusiasmo, la nostra forza si espande come un positivo contagio, i rapporti sociali fioriscono e ne beneficia anche il lavoro.

Libro-diario di vita, insolito nell’aspetto perché con note riportate dovunque, con caratteri di ogni tipo e misura, con grassetti enormi per evidenziare una frase, con riflessioni e sintesi di pensiero in ogni parte della pagina rimasta bianca: un libro tatuato, come se il suo autore avesse continuato sulla carta a fare il suo mestiere, quello della scuola di tatuaggio.

 

Marisa Cecchetti

Marisa Cecchetti vive a Lucca. Insegnante di Lettere, ha collaborato a varie riviste e testate culturali. Tra le sue ultime pubblicazioni i racconti Maschile femminile plurale (Giovane Holden 2012), il romanzo Il fossato (Giovane Holden 2014), la silloge Come di solo andata (Il Foglio 2013). Ha tradotto poesie di Barolong Seboni pubblicate da LietoColle (2010): Nell’aria inquieta del Kalahari.