25 Maggio 2024
Words

Fiducia

Joe Biden è stato vago ma preciso: «Avete visto cosa è appena successo in Italia nelle elezioni»., ma parlava a una riunione di democratici.

Massimo Recalcati su Repubblica del 30 settembre, in un articolo intitolato La sinistra e le parole da ritrovare, ha scritto: «In ogni elezione la fedeltà ad un ideale o a una causa non esiste più. In ogni elezione viene tendenzialmente premiato chi rappresenta il nuovo, il difforme, la deviazione rispetto alla politica vissuta come un mondo separato dal mondo e moralmente degradato». Racalcati continua affermando la verità di un’equazione: essere-opposizione vuole dire meritare la fiducia!

Cosa è appena successo In Italia? Che chi-ha-fatto-opposizione ha guadagnato la fiducia degli elettori. E Biden? Biden, traducendo tutto il concetto della dichiarazione della Casa Bianca ha detto: «Chi ha guadagnato la fiducia in Italia è, per noi (Stati Uniti) interessante».

Fare opposizione – in un sistema democratico – è legittimo, necessario e utile. Senza l’opposizione non ci sarebbe la maggioranza. Ma vincere le elezioni solo perché si è fatta generica opposizione è demagogia. Perché si sfrutta il fatto che il governo in carica – evidentemente figlio e frutto di una qualche maggioranza – ha delle lacune.

Tuttavia l’opposizione, In una democrazia liberale, è necessaria perché rinforza la democrazia. Infatti, la maggioranza si sente in dovere di sentire e apprezzare alcune rimostranze/proposte/iniziative dell’opposizione. Siamo tutti figli della Costituzione. Il punto è che, quando vai a vincere le elezioni – come fa notare Recalcati – usando e facendo proprio il deficit di fiducia che si è venuto a creare nelle istituzioni, allora è un’altra storia.

Si può dire semplicemente: sto usando la tua mancanza per far aumentare la mia pienezza. Giorgia Meloni, che ha vinto queste elezioni, ha fatto opposizione al governo di Mario Draghi, il quale a sua volta ha vinto la sfida economica con la UE e con l’assetto finanziario e politico-istituzionale globale. Ma il popolo ha attribuito «fiducia» a Meloni, mandando il più grande sostenitore di Draghi, cioè il PD, all’opposizione.

C’è dunque una «fiducia» (stando all’equazione di Massimo Recalcati) che sballonzola di qua e di là. Ha avuto ragione Giuseppe Conte perché il PD sostenendo Draghi aveva la fiducia dell’economia mondiale e Giorgia Meloni, opponendosi a Draghi, ha avuto la fiducia degli italiani. Conte ha capito questo e semplicemente ha fatto cadere Draghi per avere la fiducia, come Meloni…

Gianfranco Cordì

Gianfranco Cordì (Locri, 1970), ha scritto dodici libri. E' dottore di ricerca in filosofia politica e giornalista pubblicista. Dirige la collana di testi filosofici "Erremme" per la casa Editrice Disoblio Edizioni. Dirige le tavole rotonde di filosofia del Centro Internazionale Scrittori della Calabria.