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Posted On ottobre 19, 2018By Gianfranco CordìIn Words

Rosarno, Riace e l’inevitabile

La notte del 7 gennaio 2010 i migranti di Rosarno – comune di quasi 15000 abitanti della Piana di Gioia Tauro, parte della Città metropolitiana di Reggio Calabria – hanno portato a termine una rivolta che veramente è partita dal basso. Se è vero che la migrazione di massa, nella globalizzazione, costituisce l’inevitabile (a causa delle enormi diseguglianze tra chi ha e chi non ha gli abitanti dei cosidetti Paesi in Via di Sviluppo cercano nell’Occidente la possibilità di colmare la propria lacuna che non è solo economica ma cheRead More

Posted On ottobre 16, 2018By Gianfranco CordìIn Words

Xenia e Mimmo Lucano

«Xenia» è la parola greca che indica «L’ospitalità». Per un antico greco, che ospitava, era un dovere morale garantire l’ospitalità all’ospitante. Jacques Derrida, a ridosso degli attentati americani dell 11 settembre 2001, faceva riferimento all’«ospitalità» come a un concetto che avrebbe dovuto sostituire quello di «tollerenza» nei confronti non solo del mondo arabo ma anche dello straniero in sé e per sé. C’è, affermava Derrida, un diritto di visita da parte di qualcuno e c’è, dall’altra parte, un dirito di ospitalità che deve fare riscontro a questa visita. Riace, ridenteRead More

Posted On ottobre 8, 2018By Marco GiaconiIn Words

Soldi addio

I viceministri chiacchierano, lo spread sale e i capitali scappano. Nel bimestre maggio-giugno 2018 sono già usciti dall’Italia 78 miliardi. Tra i quali 25 miliardi di titoli di Stato e 7 miliardi di obbligazioni bancarie. Gli altri erano liquidità. Gli investitori usciti dal mercato finanziario italiano si vogliono tutelare soprattutto dal rischio di ridenominazione, ovvero dal pericolo che l’Italia esca dall’Euro. Per questo sarebbe buona cosa che i bulli della maggioranza stessero zitti. Anche se volessero uscire dalla moneta unica servirebbero comunque tre cose: il silenzio, il silenzio e ilRead More

Posted On ottobre 3, 2018By Marco GiaconiIn Words

Il governo e un baleno…

Non si scrive una finanziaria dentro a un mercato del pesce, tra le grida scomposte di tutti. Il documento sulla stabilità e la crescita, come lo si chiama pomposamente oggi, prima lo si scrive, poi lo si mette in cassaforte, poi infine lo si manda alla UE. Dopo, ma solo dopo, se ne parla. Questo continuo rincorrersi di percentuali e cifre, mai uscite peraltro pubblicamente e ufficialmente, su cui però tutti sbraitano, è un ulteriore elemento di fortissima paura per gli investitori esteri i quali, come certi insetti, percepiscono soloRead More

Posted On settembre 21, 2018By Alessandro AgostinelliIn Words

Problema migrazioni, problema sinistra

Questo governo è solo chiacchiere e distintivo, eppure veleggia indisturbato nel Paese come non avesse fine. E a ben guardare, anche se avesse fine per idiosincrasie interne, contrasti tra leghisti e pentastellati, torneremmo a elezioni senza avere un vero rivale. In sostanza Lega e 5S viaggiano indisturbati verso buoni risultati, di governo se andranno avanti, elettorale se si andrà al voto dopo le prossime europee. Non sono cose nuove: lo diciamo da qualche mese. Così come, da qualche mese, stiamo cercando di suggerire ai rimanenti, coraggiosi elettori di sinistra, cheRead More

Posted On settembre 4, 2018By Marco GiaconiIn Words

Africa, roba loro…

Come gli statunitensi si tengono, dalla Dottrina Monroe del 1823 in poi, tutta l’America Latina, così la Francia si è presa di fatto l’Africa nord-occidentale, quella appunto francofona. La loro Africa L’ha fatto e continua a farlo per motivi economici, ovvero il monopolio locale del petrolio, del cacao, dell’uranio; per ragioni politiche, dato che la Francia, durante la guerra fredda, ha tenuto lontana l’URSS dall’Africa, per un motivo, infine, che non è stato mai detto chiaramente: il colossale furto delle rendite africane ha largamente finanziato, per molto tempo ma ancheRead More

Posted On agosto 23, 2018By Marco GiaconiIn Words

Debito pubblico IT: struttura e possesso

Vediamo, prima di tutto, i dati. Fortunatamente, ancora oggi, il 75% dei titoli del debito pubblico italiano è costituito da bonds a lungo termine. Il periodo di scadenza medio è anch’esso alto, più della media europea, con 6,7 anni di mantenimento o rinnovo delle varie tranches del nostro debito in mano ai privati. E anni fa era addirittura meglio, con una maturity di oltre sette anni. Alcune banche e assicurazioni detengono, ormai in un ciclo più che decennale, il 70% dei titoli del nostro debito ancora in circolazione. Ma neRead More

Posted On agosto 16, 2018By Alessandro AgostinelliIn Words

“Ricordati che devi morire”

Si muore. Ecco la novità di sempre, esatta e inesorabile. “Ricordati che devi morire”, diceva il frate a Massimo Troisi, nel film Non ci resta che piangere. E lui rispondeva: “Sì, va bene, mo’ me lo segno”. Era un’evidente ironica battuta, ma forse converrebbe cominciare a ricordarsi che prima o poi questa è la sentenza inappellabile che tocca a tutti, ricchi e poveri, buoni e cattivi, belli e brutti. Ogni tentativo della medicina e della scienza per allungare la nostra vita non può impedire alla morte di venirci a trovareRead More

Posted On agosto 7, 2018By Marco GiaconiIn Words

Riformare la Costituzione

È ormai evidente a tutti che non solo alcune parti del sistema politico italiano attuale vanno cambiate, ma è l’impalcatura della nostra Costituzione che va trasformata radicalmente. Dal 1882 sono stati inventati, solo ma piccolo e cinico lampo di genialità delle nostre classi politiche, ben undici nuovi sistemi elettorali, oltre alla distruttiva “riforma del Titolo V” della Costituzione, nata con la L. Cost. n. 3 del 2001, dove si prevede l’autonomia di spesa e di entrate, sempre secondo l’art. 119 Cost. Le regioni avrebbero (secondo questa sciocchezza nata per depotenziareRead More

Posted On agosto 2, 2018By Rassegna ItalianaIn Words

Arrestato uno degli assassini di Emanuele Scieri

Uno degli assassini del giovane parà Emanuele Scieri si chiama Alessandro Panella e l’hanno preso mentre stava per andare negli Stati Uniti. Ormai è chiaro che Emanuele, 26 anni, una laurea in giurisprudenza prima della leva, è morto perché vittima di violenti atti di nonnismo. Quella sera del 13 agosto 1999 Scieri fu prima svestito e poi percosso con pugni e calci. Poi fu costretto a salire su una scala alta 10 metri, utilizzata per l’asciugatura dei paracadute da dove, “in conseguenza degli atti di violenza e minaccia in atto”,Read More