5 Marzo 2024
Words

Notizie sporche su Taiwan

Posto che per “disinformazione” s’intende la diffusione di informazioni false a fini devianti, cerchiamo di capire a un anno di distanza dalle prime massicce notizie giunte in Occidente sulla situazione taiwanese quanto ci sia di vero e quanto di posticcio. Chi tiene Taiwan controlla l’autonomia energetica e tecnologica (microchip) di qui ai prossimi dieci anni e oltre.
Facciamo un’ulteriore distinzione tra disinformazione e intossicazione delle notizie prima di passare ai materiali su Taiwan.
Su Taiwan si è avuta sia disinformazione che intossicazione di informazioni.
Per riprendere l’ottima definizione dell’ex Presidente Cossiga, per intossicazione si intende la fornitura di false notizie confidenziali, mentre la disinformazione è la propagazione di informazioni false a fini devianti.
Sia la disinformazione che l’intossicazione possono farsi tramite:
1. agenti di influenza (per interferire su / dirigere i processi decisionali diretti o riconducibili ad altri Stati);
2. agenti di ingerenza (per acquisire posizione di influenza, potere, intervento occulto nella vita politica, sociale ed economica di uno Stato). L’ingerenza è il passaggio logico successivo dell’influenza ma tutto – comprese disinformazione e intossicazione – parte dallo spionaggio.
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Già assicurato il controllo della cintura a ovest (iuguri) e sud (Tibet), la Cina proietta la sua potenza e completa il ciclo col programma di presa su Taiwan. Esso verrà realizzato verosimilmente non tramite la mera forza ma con la persuasione al limite della coercizione. Almeno così sostengono i falchi che da tempo studiano l’argomento, Blumenthal e Kagan (https://www.alleo.it/wp-content/uploads/2023/06/Chinas-Three-Roads-to-Controlling-Taiwan.pdf).
Come si realizza quindi la persuasione? Tramite la fornitura di notizie deformate. Per esempio, l’agenzia Mandian che si occupa di cybersecurity ha scoperto 72 presunte testate cinesi autonome e in realtà tutte facenti capo alla Haixun di Shangai che avevano l’obiettivo di propalare notizie false su Taiwan la scorsa estate. Tra le altre cose si accusava l’antropologo tedesco Zenz di fare ricerche sul massacro degli uiguri con fondi americani, sia del senatore Rubio che del solito Bannon. Il totale si stimava in 625mila dollari. Come sempre, più dettagli si danno e più si risulta credibili.
Durante la visita di Pelosi della scorsa estate si è registrato il cyber attacco alle catene di supermercati taiwanesi 7-11 con scritte del genere “Pelosi guerrafondaia vattene da Taiwan”. Come ha scritto Marco Santarelli, nell’impiegare la compagnia privata Haixun “il vantaggio sta nel dare maggiore credibilità alle notizie diffuse agli occhi del pubblico e, nello stesso tempo, nel celare bene il reale mandante dell’operazione. Il ministro del digitale di Taiwan, Audrey Tang, ha dichiarato che il volume degli attacchi informatici alle unità governative di Taiwan, prima e durante l’arrivo di Nancy Pelosi, ha superato i 15.000 gigabit, 23 volte più del precedente record giornaliero”.
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Facciamo ancora un passo indietro. Tra 24 febbraio e 12 marzo 2022 gli account cinesi controllati dal governo hanno impiegato 180 volte il termine “operazione militare speciale” (quasi sempre senza virgolette, appropriandosi del messaggio russo) e solo 140 la parola “invasione”. (Z.Cooper, B. Scafer e E. Soula di Securing democracy, monitoraggio Hamilton 2.0).
In altre 345 occorrenze si parla di “questione” e in 250 casi di “situazione”. Il portavoce del ministro degli affari esteri Hua Chunying ha detto che il lemma “invasione” è tipico del doppio standard occidentale (espressione, ricordiamolo, molto amata da Putin da tempi del discorso all’Onu. Come la prenderebbe Paolo Sarpi, padre malgre’ lui, con la doppia morale, di tutti i libertini settecenteschi?).
In 150 occorrenze, inoltre, si è parlato di “legittime preoccupazioni di sicurezza” per il confine russo. Tra gennaio e marzo 2022 si è citata la NATO 500 volte di più di quanto non si sia fatto nel corso del 2021.
Si promuove quindi la narrativa del Cremlino. Il sito russo Newsfront ha rilanciato a marzo 2022 che Zelensky si nascondeva nell’ambasciata americana in Polonia, notizia ripresa su twitter dal console generale cinese a Belfast Zhang Meifang il cui account eufemisticamente si chiama @PandemicTruther. A fine febbraio inoltre la giornalista di Sputnik e RT Gaytandhzieva aveva asserito con un link posticcio che esisteva un arsenale di armi chimiche americane in Ucraina. Notizia ripresa dal portavoce del ministro degli affari esteri Hua Chunying e dal solito @PandemicTruther. Poi tutto è stato rimosso. Questa manovra avrebbe anche potuto coprire l’uso delle armi chimiche da parte russa.
Tornando alla liaison sino-russa, la diffusione dell’epiteto ucraini “nazisti”, è stata promossa ufficialmente da Zhagn Heqing, consigliere culturale dell’ambasciata cinese in Pakistan e da Cao Yi, diplomatico all’ambasciata cinese in Libano. Tutti fatti di più di un anno fa che ormai sono storia e dovrebbero far riflettere sulle considerazioni di altri diplomatici cinesi sulla non-statualita’ delle ex-repubbliche sovietiche.
Il messaggio è chiaro. Dopo l’Ucraina può essere la volta di Georgia, Moldavia eccetera. A questo punto dovrebbe essere evidente il legame diciamo così “spirituale” tra Donbass e Taiwan.
La differenza come visto è che mentre la Russia ha usato nel Donbass gli uomini verdi, la Cina per Taiwan ha arruolato i suoi bot, soprattutto a partire dal 2019. Si è parlato di spamouflage che resiste nel tempo alle segnalazioni dei vari Facebook, Twitter, e YouTube.
Gli attacchi cyber cinesi danno prova di quello che in gergo si chiama “adattamento”: spesso ci si serve di cellule semiautonome con collegamenti minimi tra loro. In questo modo i cinesi evitano gli algoritmi-rete di Twitter. Si impiegano poi in simultanea degli account vistosamente falsi e altri che sono riconducibili a persone esistenti e che magari erano appartenuti a terzi in passato.
Secondo una ricerca cybersecurity del gruppo Graphika, tra febbraio 2020 e gennaio 2022 falsi account Twitter hanno postato circa 1400 video di cosiddette breaking news. Una vera ostentazione di professionalità con orari basati su quelli lavorativi e sul calendario delle feste cinese.
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Oltre Taiwan, l’altro fianco da finire di lavorare per Pechino è stato Hong Kong.
Due eventi hanno convinto i decisori di Pechino che la strategia d’influenza dall’approccio morbido, il “liberare energia positiva”, non pagava più. Questi eventi sono stati le proteste di Hong Kong e il Covid.
Quali Paesi hanno donato vaccini a Taiwan? Lituania, Slovacchia, Repubblica Ceca, Polonia. Collaboratori di Pechino sull’isola hanno  diffuso teorie su Facebook e Line circa l’origine dell’epidemia da laboratori americani. La disinformazione sul covid a Taiwan è stata affrontata principalmente da due organizzazioni non governative, MyGoPen e Taiwan FactCheck Center che alla fine hanno unito più di prima la popolazione, stando a un sondaggio del Pew Research Center del 2021. Si parla nel gergo di accrescere la “media literacy”. È ora in fase di apertura a Taipei dell’European Values Center for Security Policy, per opera di un think tank ceco che ha firmato un memorandum con il taiwanese Institute for National Defense Security Research.
Non dimentichiamo che una fortissima operazione di disinformazione del 2018 aveva portato al suicidio il diplomatico taiwanese Su Chii-cherng. Anche le elezioni della città meridionale di Kaohsiung col candidato Han Kuo-yu hanno illustrato la situazione.
Da agosto 2021 la disinformazione cinese si avvale sull’isola di una nuova piattaforma, Reddit e dopo la visita di Pelosi la Cina ha ancora una volta cambiato strategia.
Prima Twitter era inondato di account falsi e ne furono rimossi più di 23mila nel 2020 e la loro “coda” di altri 150mila. Ora invece si caricano su piattaforme di proprietà Google, come Youtube, video da parte di utenti con nomi tra l’esoterico e il gorgheggio erudito: Araceli Kihn, Analisa Stradley, Eliseo Aimee, bshdh snbdg. Tutto creato tra 14 agosto e 6 settembre 2022. Si genere poi un iperlink tra la pagina Youtube e qualche piattaforma che non sia di proprietà Google, come Reddit. Solo tra 3 e 15 agosto 2022 sono nate Old-Pass570, Able-Statiscian929 e molte altre. Ci sono quindi un sito-ospite e un sit-distribuzione e cancellare il video di propaganda è impossibile. Questi utenti youtube che non raccolgono commenti e mantengono un profilo molto basso. Soprattutto, essi non interagiscono tra di loro su Youtube per non lasciare scie segnaletiche.
La strategia cinese è incoerente a prima vista, in realtà sta sondando come usare le piattaforme. E la disinformazione su Taiwan è la cartina di tornasole per il resto del mondo.