All posts by Gianfranco Cordì

Gianfranco Cordì

Gianfranco Cordì (Locri, 1970), ha scritto dodici libri. E' dottore di ricerca in filosofia politica e giornalista pubblicista. Dirige la collana di testi filosofici "Erremme" per la casa Editrice Disoblio Edizioni. Dirige le tavole rotonde di filosofia del Centro Internazionale Scrittori della Calabria.

Posted On giugno 27, 2019By Gianfranco CordìIn Sun

Massimo Cacciari, Dell’inizio, Adelphi, Milano 2008

Qual è l’inizio di questa recensione? Forse le due parole «Qual è», oppure meglio, è l’inizio del libro che si deve recensire: «A.- Ecco… la lettera rubata». Il volume di Massimo Cacciari Dell’inizio (Adelphi, Milano, 2008) è così composto: «Ogni parte del libro è espressa (e pensata) secondo tre “scritture”. La prima è quella del dialogo, ma del dialogo discipuli ad discipulum. Gli “antagonisti” (di cui A è solo latu sensu l’autore) rimangono sempre i medesimi: essi si incontrano, allo scaturire di ogni nuovo problema (o, meglio, ai punti diRead More

Posted On giugno 20, 2019By Gianfranco CordìIn Words

Perché si odia

Parliamo di odio con i ragionamenti di uno dei sociologi che è andato per la maggiore in questi ultimi anni, il polacco Zygmunt Bauman che nel suo Il disagio della postmodernità (Traduzione di Vera Verdiani, Laterza. Roma-Bari, 2018) mette a punto due equazioni che mi sembrano fondamentali per capire il mondo dentro al quale stiamo vivendo. Intanto dice che viviamo in un mondo di incertezza, di precarietà, di transitorietà di tutto e tutti. Noi, ne deriva Bauman: leggiamo la nostra debolezza (figlia dell’incertezza) come forza degli stranieri, degli immigrati, deiRead More

Posted On giugno 17, 2019By Gianfranco CordìIn Words

Se il salvinismo incontra le diseguaglianze

C’è un libro che mi ha fatto venire in mente una sottigliezza che adesso vi racconto. Il libro è Breve storia della disuguaglianza (traduzione di Diego Ferrante, Laterza, Roma-Bari,2019) di Michele Alacevich e Anna Soci. Mi sono detto che la relazione biunivoca tra disuguaglianza e democrazia è più importante del rapporto fra disuguaglianza e globalizzazione. In fondo noi cittadini siamo quello che vuole per noi la nostra democrazia. Non essere una democrazia vuole dire essere un’autarchia o, come si direbbe oggi, un’oligarchia o meglio ancora una plutocrazia. Il regno delleRead More

Posted On giugno 13, 2019By Gianfranco CordìIn Culture Club

Il magma della sovranità

Popolo, territorio e sovranità costituiscono l’essenza dello Stato. Si tratta di tre termini filosofico-politici ambigui. Si tratta di tre categorie non facilmente definibili in termini concreti ma anche teorici. Che cos’è il popolo? Come si distingue un territorio da governare attraverso delle leggi, un parlamento e un governo? E infine: che cos’è la sovranità? A quest’ultima domanda risponde Carlo Galli nel suo libro Sovranità (Il Mulino, 2019). Intanto apprendiamo subito che sovranità «significa un potere politico con alcune specifiche caratteristiche: di essere sommo, il che può voler dire tanto cheRead More
Le chimere di Omero, gli unicorni. E poi: ircocervi, ornitorinchi, come se fosse antani, sarchiaponi, le unghie di Deleuze, le squame dei pesci, l’età del cucco, i satiri. La montagna d’oro. Il tesoro alla fine dell’arcobaleno. Il cerchioquadrato. L’Ippogrifo di Astolfo. Atlante. La Sfinge. Il chilocorno. Fauni, silvani, naiadi. La danza della pioggia. Il lupo mannaro. Pegaso. Centauro. Bucefalo. Yeti. Il mostro di Loch Ness. Tutta una serie di oggetti strani: per metà reali e per metà immaginari. Che oggetti sono questi dal punto di vista dell’ontologia? Ci sono oggettiRead More

Posted On maggio 25, 2019By Gianfranco CordìIn Words

Lega e 5S, potere del vocabolario

Dice il Dizionario di filosofia di Nicola Abbagnano che il contratto è una «convenzione o una stipulazione» fra i membri che compongono una comunità. Dice lo Zingarelli 2014 che il contratto è: un «patto, accordo». Per «convenzione» dobbiamo intendere, sempre secondo Abbagnano, quel particolare tipo di configurazione secondo la quale «La verità di alcune proposizioni valide in uno o più campi è dovuta all’accordo comune e alla stipulazione (tacita o espressa) di coloro che si servono delle proposizioni stesse». Dice ancora Abbagnano che per «stipulazione» dobbiamo intendere: «L’atto di stabilireRead More

Posted On maggio 21, 2019By Gianfranco CordìIn Sun

Roberto Esposito, Politica e negazione, Einaudi, Torino 2018.

Roberto Esposito nel volume Politica e negazione. Per una filosofia affermativa (Einaudi, 2018) mette in atto «una riflessione di respiro sul rapporto tra politica e negazione». Per far ciò utilizza un’analisi serrata con autori quali Carl Schmitt, Friedrich Nietzsche, Thomas Hobbes, Sigmund Freud, Ferdinand de Saussure, Georg Jean-Jacques Rousseau, Alexandre Kojève, Whilelm Freidrich Hegel, Martin Heidegger, Gilles Deleuze e Micheal Foucault. Intanto tra «politica» e «negazione» esiste una sorta di «relazione». La negazione è il distruttivo, l’opposizione, il non, il no, la determinazione non affermativa, la contrapposizione, la contraddizione. MaRead More

Posted On maggio 8, 2019By Gianfranco CordìIn Culture Club

L’abito di Eco

Come si vestiva Umberto Eco? Che tipo di «abito» prediligeva? «Continuo a pensare che, all’interno dei confini di una certa lingua, ci sia un senso letterale delle voci lessicali, che è quello elencato al primo posto dai dizionari, ovvero quello che ogni uomo della strada definirebbe per primo quando gli venga chiesto che cosa significa una data parola (…) Nessuna teoria della ricezione potrebbe evitare questa restrizione preliminare. Qualsiasi atto di libertà da parte del lettore può venire dopo e non prima dell’applicazione di questa restrizione». Così scrive il semiologoRead More
Dice Giorgio Agamben nel suo Che cos’è la filosofia? (Quodlibet, 2016) che «Non vi è mai stata alcuna comunità o società o gruppo che abbia deciso di rinunciare puramente e semplicemente al linguaggio». Perché gli uomini continuano a usare il linguaggio? C’è un «legame inscindibile» fra l’umanità e la parola. «Eppure gli uomini non saprebbero dire che cosa sia per essi in questione nel linguaggio come tale, nel puro fatto che essi parlino». L’incomprernsibile e l’indicibile sono due categorie che appartengono al linguaggio umano. Il linguaggio stabilisce una particolare realzioneRead More
«La “politica senza politica” è quella dell’epoca in cui la politica si è identificata con la democrazia, e questa a sua volta è entrata in una condizione di crisi profonda e prolungata. È la politica del nostro tempo, impotente eppure pervasiva, volgare e eppure astrusa, distante dalla vita degli uomini eppure presente nel loro spazio quotidiano. Soprattutto vuota, nel significato che al termine dà Gilles Lipovetsky nel suo L’ére du vide: cioè smaterializzata, privata di quel nucleo duro collettivo che si chiamava bene comune, tipica di un tempo in cuiRead More