All posts by Michelangelo Fabbrini

Posted On agosto 16, 2021By Michelangelo FabbriniIn Voice of Jerusalem

Israele, la stabilità liquida

Sono giorni in cui si parla quasi esclusivamente di Afghanistan, ma la crisi mediorientale non va certo in vacanza. A parte il COVID 19, per il quale si entra nella terza dose, dopo tanto tempo nella politica israeliana è tornata un po’ di calma. Il governo Bennett è in carica da due mesi, ha retto le prime scosse e ha già portato a casa il primo successo: dopo tre anni di blocco, è stato approvato il bilancio statale per il 2021 e 2022. E soprattutto tira aria nuova: il MinistroRead More

Posted On giugno 14, 2021By Michelangelo FabbriniIn Voice of Jerusalem

Governo del cambiamento

Adesso lo possiamo dire. Dopo venti anni di governi di destra, dopo dodici anni ininterrotti di Netanyahu, adesso in Israele c’è un nuovo governo. Una parte della destra (quella che non vuole più Netanyahu) ha deciso di mettersi assieme al centro, a quello che rimane della sinistra e ai partiti arabi per il «governo del cambiamento». Quattro elezioni in due anni e uno scontro di 11 giorni con Gaza in cui nessuno ha guadagnato niente – Hamas ha sparato 5.000 missili, Israele ha mostrato la sua forza militare, 250 personeRead More

Posted On maggio 12, 2021By Michelangelo FabbriniIn Voice of Jerusalem

Fumo negli occhi

È veramente difficile scrivere nei giorni degli scontri. Si spara, la gente muore di qua e di là, prevale la paura, e sembra non sia il momento per qualsiasi riflessione. Eppure dobbiamo uscirne, e forse capire come ci siamo infilati dentro ci può aiutare. Proviamo intanto a sgombrare il campo da affermazioni di parte ormai storiche – il sionismo come arma del neo-colonialismo europeo, occupazione illegittima, e via dicendo – e proviamo a tornare a qualche settimana fa. Tutto nasce per alcune case a Sheikh Jarrah, a Gerusalemme est. ÈRead More

Posted On marzo 28, 2021By Michelangelo FabbriniIn Voice of Jerusalem

Netanyahu ha perso (o ha vinto?)

Dopo molto tempo in attesa, in Israele si sono tenute le quarte elezioni in due anni. Ma il chiarimento che tutti vorrebbero ancora non si vede. Anzi, poche cose sono chiare. Il partito di Netanyahu, il Likud, è sempre il primo. Ma forse ci fermiamo qui con le certezze. Proviamo allora a farci una nostra idea, guardando ai risultati che sono usciti dalle urne. La prima fotografia è quella di un paese spostato in maniera decisiva, e ormai da tempo, a destra: su 120 seggi del Parlamento israeliano, la sinistraRead More

Posted On febbraio 18, 2021By Michelangelo FabbriniIn Voice of Jerusalem

Santo Sepolcro: lo Statu Quo

A volte i religiosi si prendono a cazzotti. Succede quando qualcosa va storto all’interno di regole ferree e difficili da rispettare al secondo o al centimetro… Sto parlando del Santo Sepolcro. Le persone che, viaggiando in Israele e in Palestina, si sono fermate a Gerusalemme, sono certamente venute qui, e si sono trovate di fronte a una confusione non comprensibile a un primo impatto (e neanche dopo varie volte che uno torna e ritorna lì dentro, a dire il vero): cristiani di ogni confessione – frati francescani, ortodossi greci, armeni,Read More

Posted On gennaio 18, 2021By Michelangelo FabbriniIn Voice of Jerusalem

Elezioni in Israele e Palestina

Alcuni giorni fa è girato un aforisma succoso che più o meno diceva così: «tra l’assalto a Capitol Hill, una pandemia mondiale in corso e l’impeachment di Trump abbiamo già scritto un libro di storia, e siamo solo ai primi giorni del 2021. Che anno meraviglioso ci aspetta!» Ed è vero anche nella terra da dove (virtualmente) scrivo. Riassumiamo alcuni eventi. In Israele sono stati raggiunti i due milioni di vaccinati, 150 mila hanno già ricevuto la seconda dose, e adesso inizia la campagna di vaccinazione per gli ‘over 45’.Read More

Posted On gennaio 11, 2021By Michelangelo FabbriniIn Voice of Jerusalem

Non voglio più essere ebreo

Nell’attesa che in Israele i vari partiti si organizzino in vista delle prossime elezioni, quella terra non manca mai di spunti interessanti. In questi giorni, Avraham Burg ha fatto richiesta al tribunale di Gerusalemme di non essere più considerato ebreo. Avraham Burg non è un signor nessuno, ma anzi ha un notevole curricolo sionista ed ebreo: sessantacinque anni, membro di spicco del Partito Laburista alla fine degli anni ‘80 e all’inizio degli anni ‘90, presidente dell’Agenzia ebraica (1995-1999), presidente del parlamento (1999-2003), presidente ad interim di Israele tra le dimissioniRead More

Posted On gennaio 4, 2021By Michelangelo FabbriniIn Voice of Jerusalem

Vaccinazioni e matematica

Il 31 dicembre ho telefonato a un mio amico in Israele per fargli gli auguri, e lui mi ha detto che il 2021 sarebbe iniziato benissimo: il giorno dopo sarebbe andato a vaccinarsi e il giorno dopo ancora, il 2 gennaio, anche sua moglie. Per curiosità ho chiesto anche a un altro mio amico, e lui mi ha detto che si era già vaccinato. Un altro ancora, 62 anni, si sarebbe vaccinato il 3 gennaio. Allora, con imbarazzo – e anche un po’ d’invidia – ho cercato di capire qualcosaRead More

Posted On gennaio 1, 2021By Michelangelo FabbriniIn Voice of Jerusalem

Israele rivota: grande confusione sotto il cielo

Le elezioni in Israele sono state annunciate da qualche giorno soltanto – e sono ancora lontane, il prossimo 23 marzo – ma la politica è in grande movimento, e l’offerta si sta al momento scomponendo e ricomponendo. È soprattutto il campo del centro-sinistra, dove si è creato un vuoto, che sta tentando di riorganizzarsi. Ed è una grande confusione. Ora siamo a sei partiti che si contendono il voto degli israeliani di centro-sinistra. Chi si sente più centrista può scegliere Kahol Lavan (‘Blu e Bianco’) di Benny Gantz, anche seRead More

Posted On dicembre 25, 2020By Michelangelo FabbriniIn Voice of Jerusalem

Israele allo sbando

Non importa qual è stata la goccia che lo ha fatto traboccare, ormai la stanchezza aveva preso il sopravvento ed era solo questione di tempo. Martedì 22 dicembre, a mezzanotte, è scaduto il tempo per approvare il bilancio, e la legge ha costretto il parlamento israeliano a sciogliersi e ad andare a nuove elezioni. Si voterà il 23 marzo prossimo, e tutti sanno che sarà la quarta volta in due anni. Siamo alla commedia tragica, simile a quelle dell’Europa centro-orientale della prima metà del XX secolo che si possono incontrareRead More